CUBA - U.S.A. IL DISGELO, ED ORA.....

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Re: CUBA - U.S.A. IL DISGELO, ED ORA.....

Messaggioda Guajiro. » 18/12/2014, 14:27

isla ha scritto:Cosa cambia ora a Cuba ? Mi sbaglio ma penso che usa e Cuba vogliono anticipare i tempi del dopo Fidel e' stata una gioia per il popolo cubano Fidel e' agli sgoccioli e immaginate se moriva senza un piccolo cambio succedeva la fine del mondo a Cuba Raul non e' stupido che ne pensate?

Raul sicuramente non è stupido e rispetto al fratello Fidel è pragmatico, pero è anche con l’acqua alla gola riguardante il futuro di Cuba e del suo popolo.
In questi ultimi due anni ha fatto si delle riforme interne che però non hanno portato nessun miglioramento sia alla disastrata economia dell’Isla che alla popolazione, basta veder il mercato dei “cuentapropistas” e dell’agricoltura, ha “aperto” il mercato dell’auto prendendo per il culo tutti i cubani e non, (basta vedere i prezzi delle automobili), ha cambiato le leggi per la compra vendita della “vivieda” senza avere delle basi per gestire il mercato immobiliare, (basa vedere i prezzi delle case), ha “aperto” lo sviluppo di internet con limitazioni e prezzi che confrontati con il mercato globale sono proibitivi per il popolo cubano, attualmente (gioco forza) sta girando il mondo cercando di “raccogliere” investitori stranieri con risultati ad oggi molto insufficienti per iniziare a “riempire” le casse vuote del Governo Cubano (vedi la nuova legge per investimenti stranieri e lo sviluppo della ZEDM).
Questi saranno si dei cambiamenti, che però evidenziano una cosa: sempre a favore del Governo e non a favore del popolo…il solito pensiero “cubano-socialista”......
Quello che sta succedendo con l’apertura verso gli Stati Uniti da parte di Cuba apre delle prospettive di cambiamento e ne sono felice per il popolo cubano, ma se i “verdeoliva” non cambieranno il loro “sistema di governare” la vedo mooolto dura che questo porti a risultati concreti nel breve periodo.

Quello che mi sto chiedendo inoltre, è come gestirà Raul i rapporti futuri con Putin e l’amico Maduro, visto che quest’ultimo insieme ai suoi “compari” non meno di una settimana fa hanno criticato o meglio sputtanato il “Gobierno Imperialista Yenki” per le sanzioni che adotteranno verso alcuni “personaggi” venezuelani…
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Re: CUBA - U.S.A. IL DISGELO, ED ORA.....

Messaggioda Guajiro. » 18/12/2014, 17:24

LA PRIME CRITICHE ......

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Re: CUBA - U.S.A. IL DISGELO, ED ORA.....

Messaggioda carlo » 18/12/2014, 23:30

I cubani di Miami sono furiosi. Yoani Sanchez: «Così ha vinto il Castrismo»

Un «grave errore». Questa la valutazione della galassia dei gruppi anti-castristi di Miami alla storica svolta dei rapporti tra Stati Uniti e Cuba annunciata oggi da Barack Obama e Raul Castro. Parere d’altra parte non molto diverso da quello della nota blogger Yoani Sanchez, voce chiave della dissidenza, che vive invece nell’isola comunista.

Secondo il “Directorio Democratico Cubano”, la “normalizzazione” dei rapporti è «un grave errore che danneggia la sicurezza nazionale Usa e la causa della libertà a Cuba». Per il rappresentante del gruppo, Orlando Gutièrrez-Boronat, i tre cubani rilasciati puntavano a «uccidere cittadini americani in acque internazionali, spiare basi militari Usa, pianificare attentati personali contro agenti dell’intelligence Usa in territorio americano, spiare membri del Congresso di Washington».

Una serie di accuse molto pesanti. Anche per Angel Desfana, leader di un altro gruppo cubano di Miami, Plantados, quello di oggi altro non è che «un tremendo errore della politica internazionale Usa». Una decisione che potrebbe inoltre indebolire la Casa Bianca, un «ricatto» che potrebbe ripetersi ancora, «domani o l’anno prossimo».

E se il Movimiento Democracia si domanda se «i dittatori fratelli Castro» rispetteranno le intese con Washington, la Union Patriotica di Cuba si «rallegra» per il rilascio di Gross. In ogni caso, precisa, «non c’è niente di cui ringraziare la dittatura castrista per la liberazione di un ostaggio dopo cinque anni di torture». E ancora, sottolinea la `Union´, gli Usa «non devono facilitare la vita alla dittatura solo perché Gross ora è libero».

In un lungo articolo sul suo sito 14 y medio, la Sanchez sottolinea infine che «il castrismo ha vinto, anche se il risultato positivo è che Alan Gross è uscito vivo da una prigione che rischiava di diventare la sua tomba».

Secondo la blogger di L’Avana, lo scambio di Gross per gli ultimi tre dei «Miami Five» - agenti dell’intelligence cubano condannati negli Usa - dimostra che «nel gioco della politica i totalitarismi riescono sempre ad imporsi sulle democrazie». Come indica nel titolo del suo articolo, la Sanchez ritiene che Gross sia stato in realtà «un’esca» che Washington ha finito per ingoiare.
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Re: CUBA - U.S.A. IL DISGELO, ED ORA.....

Messaggioda carlo » 18/12/2014, 23:32

Cuba, il Congresso contro la svolta di Obama

L’opposizione di Capitol Hill alle aperture verso L’Avana è bipartisan, guidata dal gruppo dei parlamentari di origine cubana. Ecco perché mettere insieme abbastanza voti per eliminare l’embargo sarà molto difficile

Il presidente degli Stati Uniti può alleggerire l’embargo a Cuba per decreto, ma per toglierlo serve l’intervento del Congresso, perché si tratta di una legge approvata dai parlamentari. Stesso discorso per le relazioni diplomatiche: il capo della Casa Bianca può decidere di ristabilirle, ma poi per finanziare la riapertura dell’ambasciata e confermare la nomina del rappresentante americano, servirà il via libera di Capitol Hill. Questi sono i motivi per cui la svolta annunciata da Barack Obama promette di aprire un nuovo fonte di battaglia con il Congresso, dominato dalla nuova maggioranza repubblicana alla Camera e al Senato.

L’opposizione alle aperture verso Cuba è bipartisan, guidata dal gruppo dei parlamentari di origine cubana. Quindi tanto il senatore repubblicano della Florida Marco Rubio, quanto quello democratico del New Jersey Bob Menendez, hanno preso posizione contro la decisione di Obama. Mettere insieme abbastanza voti per eliminare l’embargo, o anche solo per finanziare la riapertura della rappresentanza diplomatica e confermare il nuovo ambasciatore, sarà molto difficile. Sullo sfondo, infatti, non ci sono solo le posizioni personali dei parlamentari, o le linee di politica estera: su questo tema si potrebbe giocare anche la corsa alla Casa Bianca del 2016.

La Florida è uno stato decisivo, come abbiamo imparato nel 2000 dalla sfida fra Bush e Gore. I repubblicani, in particolare, non possono pensare di vincere le presidenziali senza conquistare questo stato. Finora il partito di Rubio ha avuto una forte presa sulla comunità di origine cubana, ma la demografia sta cambiando. Le generazioni più giovani non sono così interessate alla disputa con i fratelli Castro, e nella comunità ispanica locale stanno crescendo molto i portoricani e i latini di altra origine, che vogliono solo crescere e non hanno troppa pazienza per le contese ideologiche su Cuba. Obama, che medita di visitare Cuba, conta su questi mutamenti della popolazione per vincere la sua battaglia. Se è vero che i cubani americani stanno perdendo posizioni in Florida, e interesse per la lite continua con L’Avana, la sua sfida potrebbe funzionare. Altrimenti passerà nelle mani del suo successore.

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Messaggioda PiccolaPeste » 19/12/2014, 10:03

CUBA - U.S.A. IL DISGELO, ED ORA.....ed ora resta tutto come prima secondo me, più o meno. Io lo vedo solo come un grande seppur meraviglioso annuncio ma nulla più al momento, e che potrà produrre effetti tra anni. Aumenteranno subito i prezzi? Quali, e perchè? Perchè arriveranno più turisti americani nella casa particular di Calle Colon? Io penso di no, Santo Domingo è stata stravolta dal turismo eppure ci sono offerte per tutte le tasche. Non aumenterà nemmeno troppo il costo delle case, semmai lo stabilizzarsi di un mercato immobiliare farà emergere il vero valore di certe catapecchie che oggi solo uno sprovveduto acquista. Idem per i collegamenti aerei, con meno cartelli tra le poche compagnie. Le fanciulle chiederanno di più? Vorrà dire che si andrà in Burkina Faso dove ancora con una banana si conclude qualcosa ::fuma
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Messaggioda Guajiro. » 19/12/2014, 11:55

EE.UU. - Cuba el día del cambio Parte I





Certo che el periodista Jorge de Armas (el pelato)..... :roll:
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Messaggioda Guajiro. » 19/12/2014, 14:42

Ma Lui, in questo momento storico di "vittoria" della Revolucion che fine ha fatto.. ?????????

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Messaggioda PiccolaPeste » 19/12/2014, 17:59

A bocce ferme si sta domandando come minkia ha fatto a farcela...
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Re: CUBA - U.S.A. IL DISGELO, ED ORA.....

Messaggioda bonvys » 19/12/2014, 18:36

Guajiro. ha scritto:Ma Lui, in questo momento storico di "vittoria" della Revolucion che fine ha fatto.. ?????????

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Re: CUBA - U.S.A. IL DISGELO, ED ORA.....

Messaggioda Guajiro. » 19/12/2014, 19:17

Tras anuncio de histórico acuerdo, ¿dónde está Fidel?

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El líder cubano Fidel Castro asiste a la inauguración de la galería del
artista plástico Alexis Leyva, “Kcho” en La Habana, el 8 de enero de 2014,
su última aparición pública


LA HABANA, 19 diciembre, 2014
El anuncio simultáneo en Washington y en La Habana acerca del restablecimiento de las relaciones diplomáticas entre ambas naciones sorprendió a muchas personas y ha dejado muchas interrogantes. Pero una pregunta se repite de boca en boca: ¿dónde está Fidel?

Muchos se cuestionan si el ex gobernante cubano consintió este histórico acuerdo o si su estado de salud le impide ya tomar decisiones políticas.

“Fidel Castro tradicionalmente manejó personalmente el tema de la relaciones con los Estados Unidos. Los dictadores necesitan de un enemigo, y mientras más grande mejor. Me sorprendería muchísimo que él estuviera consciente y hubiera aprobado este acuerdo”, señaló Sebastian Arcos, subdirector del Cuban Research Institute en la Universidad Internacional de la Florida (FIU).

“Fidel Castro siempre se aprovechó de una relación de confrontación con Estados Unidos, la aprovechó muy bien, así que también apoyo esa teoría”, opinó Frank Mora, director del Latin America and Caribbean Center, también en FIU.

Fidel Castro, de 88 años, cedió el poder a su hermano Raúl tras enfermarse en 2006. Aunque ha continuado presente en la vida política del país, sus apariciones en público son cada vez más raras. Sus ensayos o “Reflexiones del compañero Fidel” se publican esporádicamente en la prensa oficial. El más reciente apareció el 14 de octubre, en respuesta de uno de los editoriales de The New York Times sobre Cuba.

Su última aparición en una actividad pública fue durante la inauguración de la galería del artista plástico Alexis Leyva, “Kcho” en La Habana, el 8 de enero. Fotos de sus encuentros privados con presidentes aparecieron después en la prensa. El último encuentro: su reunión con el presidente chino Xi Jinping el 22 de julio de este año.

En la galería de arte, Castro lució frágil, su figura encorvada, y caminaba con apoyo de un bastón, bajo la supervisión de un operativo de seguridad. En esa ocasión, muchos especularon que sus años estaban contados.

Todos los que tienen la mirada puesta en Cuba, están esperando a ver si Fidel hace alguna declaración sobre el acuerdo con Estados Unidos.


En ocasiones anteriores, los intentos de negociación se han malogrado en el último minuto. Sin embargo, desde que Raúl Castro sustituyó a su hermano ofreció “dialogar” con EEUU, mientras impulsaba algunas reformas económicas. El miércoles trascendió que su oferta no fue una mera declaración y que negociaciones secretas tuvieron lugar por 18 meses.

“La normalización de relaciones, sobre todo, de las relaciones comerciales siempre ha sido una prioridad de Raúl Castro, no porque sea un demócrata, sino que porque es necesaria para su legitimidad como gobernante. Si no lo hizo antes es porque Fidel no se lo permitió”, apuntó Arcos.

Max Lesnik, quien ha apoyado el fin del embargo por años, está en desacuerdo.

“Al cederle el mando a su hermano Raúl Castro, obviamente Fidel no podía aparecer durante el anuncio para no mostrar su influencia”, dijo Lesnik, fundador de la revista Réplica y amigo personal de Fidel Castro. “Si él no estuviera de acuerdo, esto nunca habría pasado”, aseguró.

Lesnik dijo que no había visto personalmente a Castro recientemente pero que estaba seguro se mantenía con buena salud.

“Si él estuviera enfermo, sería muy difícil de mantener en secreto”, señaló . “Además, su hermano Raúl no haría nada tan dramático que pudiera afectar su salud, si Fidel estuviera en contra”.

“De hecho, es importante que esto ocurriera mientras Fidel Castro está vivo y lúcido”, continúa, “porque al haber sido hecho [el acuerdo] sin que Fidel estuviera físicamente presente, siempre hubiera quedado la duda de si él estuvo de acuerdo o hubiera hecho algo distinto. Esto se hizo con su bendición. De otro modo, se hubiera visto como una traición a la revolución”.

Raúl Castro, de 83 años, leyó el comunicado donde anunciaba el restablecimiento de relaciones en un despacho, solo, vestido con su uniforme militar. Mirando “atentamente” desde un sofá, en una de las salas del Palacio de las Convenciones de La Habana, se encontraba el vicepresidente Ramiro Valdés, según fotos publicadas por "Cubadebate", quien lo identifica como “uno de los comandantes guerrilleros históricos del Éjército Rebelde”.

Valdés está ahora a cargo de las telecomunicaciones y durante muchos años fue considerado “el número tres” en la línea de sucesión al poder en Cuba.

Eso es muy interesante y sugiere que Ramiro puede ser un contendiente en una pugna interna. La historia de fondo es que Raúl y Ramiro no se llevan bien porque Raúl siempre estuvo celoso del poder que tuvo aquel al frente del Ministerio del Interior. Raúl no le ha dado un gran perfil a Ramiro. Si Fidel está en las últimas, la controversia entre Raúl y Ramiro se vuelve interesante”, concluye Arcos.


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El presidente chino Xi Jinping es recibido por el líder cubano Fidel Castro en La Habana, el 22 de julio de 2014.
Está una de las últimas imágenes publicadas que muestran a Castro
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