DONALD TRUMP, GLI STATI UNITI D' AMERICA E CUBA

Di tutto un po' su Cuba

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Re: DONALD TRUMP, GLI STATI UNITI D' AMERICA E CUBA

Messaggioda CELESTE HENRY » 25/01/2017, 0:14

duarglide ha scritto:Lo stop ai fondi sull’aborto

Trump ha ristabilito il bando sull’erogazione di fondi federali alle ong internazionali che praticano aborti o forniscono informazioni a riguardo. Si tratta di un provvedimento che, da quando fu introdotto dall’amministrazione repubblicana nel 1984, è stato revocato dalle amministrazioni democratiche e reintrodotto da quelle repubblicane che si sono succedute. L’ultima volta era stato il presidente Barack Obama a cancellare il bando.


DONALD TRUMP, CON COERENZA E SENZA PERDERE TEMPO, DOPO AVER INIZIATO A RIDIMENSIONARE L' OBAMACARE, INVITANDO GLI ENTI PREPOSTI AD INIZIARE LE RELATIVE PROCEDURE, E PREDISPONENDO UN NUOVO MODELLO DI WELFARE, HA EMESSO UN PROVVEDIMENTO ESECUTIVO A FAVORE DELLA VITA, E CONTRO L' ASSASSINIO DI TANTI BAMBINI, MOLTO SIGNIFICATIVO ED INDICATIVO DI QUELLO CHE SARA' LA SUA POLITICA.

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( FOTO: DONALD TRUMP HA APPENA FIRMATO IL PROVVEDIMENTO ESECUTIVO PRO LIFE ).

DONALD TRUMP, E' UN PRESIDENTE RIVOLUZIONARIO E ANTI SISTEMA.

Certamente la GLOBALIZZAZIONE è ormai parte integrante e regola i rapporti internazionali tra le Nazioni. Ma anche partendo da questo dato di fatto, quello che sta cominciando ad attuare, DONALD TRUMP, è un contenimento degli aspetti debordanti di una GLOBALIZZAZIONE SENZA LIMITI e dannosa per gli interessi dei cittadini statunitensi, a favore delle ELITE E DEL CETO DOMINANTE.

LA SUA SARA' UNA POLITICA IDENTITARIA, CIOE' TESA A PROTEGGERE L' IDENTITA', I VALORI E LE TRADIZIONI NAZIONALI. CON COERENZA CON QUANTO PRESENTATO, SENZA CAMBIARE UNA VIRGOLA, NELLA CAMPAGNA ELETTORALE.

DONALD TRUMP: SI ALLA VITA, NO ALL' ASSASSINIO DI TANTI BAMBINI MAI NATI.

DONALD TRUMP, ha più volte espresso posizioni a favore della vita e contrarie all' aborto. DA OGGI IN POI LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI NON GOVERNATIVE ( ONG - PLANNED PARENTHOOD ), come anticipato da DUARGLIDE, impegnate a fornire servizi ed informazioni alle donne che decidono di abortire, non riceveranno piu' finanziamenti governativi per i programmi di pianificazione familiare, compreso il ricorso all' aborto e alle cure post aborto.

Pensate che CLINTON, allargo' addirittura il raggio d' azione, dando disposizione all' AGENZIA PER LO SVILUPPO INTERNAZIONALE, di sostenere i GOVERNI STRANIERI nell' implementazione di linee guida sull' aborto affinche' lo rendesse accessibile laddove era CONSIDERATO ILLEGALE.

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Re: DONALD TRUMP, GLI STATI UNITI D' AMERICA E CUBA

Messaggioda CELESTE HENRY » 29/01/2017, 2:02

RAUL CASTRO DURATE IL VERTICE CELAC DI MERCOLEDI' 25 GENNAIO 2016, HA ESPRESSO IL SUO DESIDERIO AFFINCHE' " IL DIAOLOGO TRA STATI UNTI D' AMERICA E CUBA PROSEGUA E SI CONTINUI A NEGOZIARE SULLA BASE DI UGUALIANZA, RECIPROCITA' E RISPETTO PER LA SOVRANITA' E L' INDIPENDENZA DELLA NOSTRA NAZIONE. NON RINUNCEREMO AL NOSTRO MODELLO ECONOMICO E SOCIALE SOCIALISTA ".

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A PARTE LA SOLITA RETORICA STANTIA E IMPOLVERATA A DIFESA DI UN MODELLO POLITICO FALLIMENTARE, DA PARTE DI RAUL CASTRO, IL CONCETTO BASE E CHE NESSUNO VUOLE VIOLARE L' INDIPENDENZA DI CUBA, MA DONALD TRUMP, E' STATO, ALTRETTANTO, MOLTO CHIARO: SE CUBA NON APRIRA' AI DIRITTI UMANI, NON AMMETTERA' IL DIRITTO DI ESPRESSIONE E DI DISSENSO, NON LIBERERA' TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI, NON CI SARANNO SVILUPPI NEI RAPPORTI DIPLOMATICI E LA NOMINA DEL NUOVO AMBASCIATORE STATUNITENSE, A L' AVANA VERRA' ANNULLATA.

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Re: DONALD TRUMP, GLI STATI UNITI D' AMERICA E CUBA

Messaggioda beboroma » 30/01/2017, 12:05

penso che se prevarra' il loro "orgoglio" cubano con il nuovo Presidente USA non ci sara' trippa per gatti come si dice dalle mie parti e a pagarne le conseguenze sara', come al solito, la popolazione
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Re: DONALD TRUMP, GLI STATI UNITI D' AMERICA E CUBA

Messaggioda CELESTE HENRY » 05/02/2017, 1:39

CELESTE HENRY ha scritto:RAUL CASTRO DURATE IL VERTICE CELAC DI MERCOLEDI' 25 GENNAIO 2016, HA ESPRESSO IL SUO DESIDERIO AFFINCHE' " IL DIAOLOGO TRA STATI UNTI D' AMERICA E CUBA PROSEGUA E SI CONTINUI A NEGOZIARE SULLA BASE DI UGUALIANZA, RECIPROCITA' E RISPETTO PER LA SOVRANITA' E L' INDIPENDENZA DELLA NOSTRA NAZIONE. NON RINUNCEREMO AL NOSTRO MODELLO ECONOMICO E SOCIALE SOCIALISTA ".

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A PARTE LA SOLITA RETORICA STANTIA E IMPOLVERATA A DIFESA DI UN MODELLO POLITICO FALLIMENTARE, DA PARTE DI RAUL CASTRO, IL CONCETTO BASE E CHE NESSUNO VUOLE VIOLARE L' INDIPENDENZA DI CUBA, MA DONALD TRUMP, E' STATO, ALTRETTANTO, MOLTO CHIARO: SE CUBA NON APRIRA' AI DIRITTI UMANI, NON AMMETTERA' IL DIRITTO DI ESPRESSIONE E DI DISSENSO, NON LIBERERA' TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI, NON CI SARANNO SVILUPPI NEI RAPPORTI DIPLOMATICI E LA NOMINA DEL NUOVO AMBASCIATORE STATUNITENSE, A L' AVANA VERRA' ANNULLATA.

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WASHINGTON, 03 FEBBRAIO 2017: SEAN SPICER - PORTAVOCE DELLA CASA BIANCA: " L' AMMINISTRAZIONE TRUMP, STA RIVEDENDO LE POLITICHE AMERICANE SU CUBA"

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UN GIORNO, TRA NON MOLTO, CI SARA' L' ENNESIMO PROVVEDIMENTO DI DONALD TRUMP AL QUALE SIAMO ORMAI ABITUATI, DA QUANDO SI E' INSEDIATO IL NUOVO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI, E IL TEMA SARA' MOLTO INTERESSANTE........CUBA.

Ormai siamo abituati all' efficienza di DONALD e al mantenimento della parola data in campagna elettorale. In pochi giorni dal suo mandato ha preso una serie di provvedimenti che stanno cambiando la decadende societa' statunitense, frutto delle idee democratiche superate dai tempi e dai fatti, che hanno determinato la crisi attuale , in una NAZIONE ORGOGLIOSA DELLE SUE RADICI nella quale la parola IDENTITARISMO sostitura' quella del GLOBALISMO.

Ma ora DONALD TRUMP si vuole occupare anche di CUBA. Negli STATI UNITI sta cambiando la strategia nei confronti del REGIME CASTRO MARXISTA, sordo a qualsiasi cambiamento e di rispetto dei DIRITTI UMANI e di LIBERTA' DI ESPRESSIONE E DI STAMPA.

Il tentativo di BARACK OBAMA è stato un atto di apertura verso il GOVERNO COMUNISTA, bisognoso come il pane di investimenti internazionali, dopo il tracollo del REGIME LENININSTA GEMELLO VENEZUELANO, ma che lo stesso voleva fagocitare in MODO UNILATERALE solo a vantaggio della sua NUMENKLATURA formata dalle FAMIGLIE PIU' IMPORTANTI e DAL POTERE MILITARE, come se fosse la cosa più naturale per il mantenimento della conservazione del potere e delle prebende fatte di privilegi e di protervie che non reggono piu' il logorio del tempo e il contenimento e la censura degli spazi di espressione e di manifestazione latenti ora piu' che mai a L' AVANA e a SANTIAGO DE CUBA.

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Re: DONALD TRUMP, GLI STATI UNITI D' AMERICA E CUBA

Messaggioda CELESTE HENRY » 21/03/2017, 19:42

TUTTO FERMO NEI RAPPORTI TRA GLI STATI UNITI D' AMERICA E IL REGIME CASTRO MARXISTA CUBANO. MA LA VISITA DI MARCO RUBIO, SENATORE CUBANO STATUNITENSE DI MIAMI, A DONAD TRUMP ALLA CASA BIANCA A FEBBRAIO NON E' PASSATA INOSSERVATA E POTREBBE PORTARE A BREVE A QUALCHE IMPORTANTE NOVITA', OLTRE ALLO STANTIO PRAGMATISMO DI QUESTI GIORNI.

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Re: DONALD TRUMP, GLI STATI UNITI D' AMERICA E CUBA

Messaggioda CELESTE HENRY » 11/06/2017, 17:40

CELESTE HENRY ha scritto:
CELESTE HENRY ha scritto:RAUL CASTRO DURATE IL VERTICE CELAC DI MERCOLEDI' 25 GENNAIO 2017, HA RIBADITO: " NON RINUNCEREMO AL NOSTRO MODELLO ECONOMICO E SOCIALE SOCIALISTA ".

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A PARTE LA SOLITA RETORICA STANTIA E IMPOLVERATA A DIFESA DI UN MODELLO POLITICO FALLIMENTARE, DA PARTE DI RAUL CASTRO, IL CONCETTO BASE E CHE NESSUNO VUOLE VIOLARE L' INDIPENDENZA DI CUBA, MA DONALD TRUMP, E' STATO, ALTRETTANTO, MOLTO CHIARO: SE CUBA NON APRIRA' AI DIRITTI UMANI, NON AMMETTERA' IL DIRITTO DI ESPRESSIONE E DI DISSENSO, NON LIBERERA' TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI, NON CI SARANNO SVILUPPI NEI RAPPORTI DIPLOMATICI E LA NOMINA DEL NUOVO AMBASCIATORE STATUNITENSE, A L' AVANA VERRA' ANNULLATA.

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WASHINGTON, 03 FEBBRAIO 2017: SEAN SPICER - PORTAVOCE DELLA CASA BIANCA: " L' AMMINISTRAZIONE TRUMP, STA RIVEDENDO LE POLITICHE AMERICANE SU CUBA"

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UN GIORNO, TRA NON MOLTO, CI SARA' L' ENNESIMO PROVVEDIMENTO DI DONALD TRUMP IN QUALITA' Di PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI, E IL TEMA SARA' MOLTO INTERESSANTE........CUBA.

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E QUEL GIORNO E' ARRIVATO: VENERDI' 16 GIUGNO 2017 IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D' AMERICA, DONALD TRUMP, TORNA A MIAMI.

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DONALD TRUMP, TORNA A MIAMI, E IN FLORIDA, STATO CHE E' STATO DETERMINANTE NELLA SUA VITTORIA ALLE RECENTI ELEZIONI PRESIDENZIALI.

SARANNO PRESENTI I TANTI ESULI CUBANI, I LORO FIGLI E I LORO NIPOTI. SARA' UN MOMENTO DI GIOIA E DI ENTUSIASMO IN CUI I RICORDI E LA STORIA SI INCONTRERANNO CON LA SITUAZIONE CHE SI E' SVILUPPATA FINO AD OGGI.

DONALD PRESENTERA' LA SUA NUOVA IDEA SUI NUOVI RAPPORTI CHE INTERCORRERANNO TRA GLI STATI UNITI D' AMERICA E LA REPUBBLICA COMUNISTA DI CUBA.

UNA COSA E' CERTA: VERRA' RIVISTA TOTALMENTE LA POLITICA DI APERTURA DI BARACK OBAMA.

TRA I PROVVEDIMENTI PIU' IMPORTANTI IL DIVIETO DELLE SOCIETA' AMERICANE DI FARE AFFARI CON LE AZIENDE DI PROPRIETA' O GESTITI DAI MILITARI CUBANI.

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Re: DONALD TRUMP, GLI STATI UNITI D' AMERICA E CUBA

Messaggioda CELESTE HENRY » 19/06/2017, 19:36

RAUL CASTRO E IL REGIME MARXISTA CUBANO NICCHIANO E CERCANO DI MINIMIZZARE I PROVVEDIMENTI CHE VIETANO DA OGGI IN AVANTI ALLE AZIENDE STATUNITENSI E AI TURISTI DI FIRMARE CONTRATTI E FARE AFFARI CON LE SOCIETA' LA CUI PROPRIETA' O COMPARTECIPAZIONE SIA INDIVIDUABILE CON I MILITARI CUBANI CHE RAPPRESENTANO IL 60% DELL' ECONOMIA RICETTIVA E INDUSTRIALE DELLA MAGGIORE DELLE ANTILLE, LA CUI TIPOLOGIA VARIA DAGLI ALBERGHI, AI RISTORANTI ALLE AGENZIE DI VIAGGIO, ALLE SOCIETA' DI IMPORT EXPORT FINO ALLE IMMOBILIARI.

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" L' OBBIETTIVO CHE NOI VOGLIAMO RAGGIUNGERE AL PIU' PRESTO, CON L' AIUTO DI DIO E' UNA CUBA LIBERA".

ERANO PRESENTI TUTTI I CUBANO STATUNITENSI ANTICOMUNISTI DI MIAMI. QUELLO DI VENERDI' 16 GIUGNO 2017 ERA UN GIORNO ATTESO DA TEMPO. DONALD TRUPMP, HA MANTENUTO LA SUA PROMESSA ED E' TORNATO TRA LA GENTE DI MIAMI CHE LO AVEVA VOTATO IN MASSA PERMETTENDOGLI DI VINCERE LE RECENTI ELEZIONI PRESIDENZIALI.



" RINGRAZIAMO I DISSIDENTI, GLI IMPRIGIONATI DA UN REGIME BRUTALE, GLI ESILIATI, E TUTTI VOI PER ESSERE STATI LA VOCE DI CHI E' SENZA VOCE ".

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GLI ANTICOMUNISTI CUBANI PRESENTI SULL' ISOLA SONO STATI SODDISFATTI DAL DISCORSO DI DONALD TRUMP, A COMINCIARE DA JOSE DANIEL FERRER, LEDER DEL MOVIMENTO PATRIOTTICO DE CUBA CHE E' IL PIU' DIFFUSO CON OLTRE 3.000 MILITANTI SUDDIVISI TRA SANTIAGO DE CUBA, L' AVANA E LE MAGGIORI CITTA'.

" SFIDO CUBA A VENIRE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON UN NUOVO ACCORDO CHE DIA BENEFICI AL POPOLO CUBANO".

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LE SOLITE FRASI PRECONFEZIONATE DELLA SINISTRA INTERAZIONALE CON LE QUALI CERCA DI MINIMIZZARE LA PORTATA DEI PROVVEDIMENTI PRO CUBA LIBERA DI DONALD TRUMP, CERCANO DI NASCONDERE IL DITO DI DONALD MESSO PROPRIO IN UNO DEI PUNTI SNODALI DELL' ECONOMIA CUBANA........

LA GAESA: GRUPO DE AMINISTRACION EMPRESIAL S.A.

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DONALD TRUMP, INFATTI SI E' SCAGLIATO CONTRO LA GAESA, CONTROLLATA DAI MILITARI CON RAMIFICAZIONI E INTERESSI IN TUTTA L' ECONOMIA CUBANA.

DA OGGI IN AVANTI SARA' VIETATO ALLE IMPRESE E AI TURISTI STATUNITENSI DI FARE AFFARI CON I MILITARI CUBANI CHE CONTROLLANO DECINE ALBERGHI, RISTORANTI, AGENZIE DI VIAGGIO, SOCIETA' DI IMPORT EXPORT, E IMMOBILIARI, DI PROPRIETA' DELLE FORZE ARMATE CUBANE DELLE QUALI GAESA E' IL BRACCIO ECONOMICO.


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IL GRUPPO GAESA E' GUIDATO DAL GENERALE LUIS ALBERTO RODRIGUEZ, MOLTO POTENTE MA POCO NOTO CHE AMA STARE IN DISPARTE E NON AMA I CONTATTI CON I MEDIA, MA IL CUI POTERE NELL' AMBITO DEL REGIME CASTRO MARXISTA E' NOTEVOLE.

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Re: DONALD TRUMP, GLI STATI UNITI D' AMERICA E CUBA

Messaggioda Guajiro. » 19/06/2017, 21:44

CELESTE HENRY ha scritto:
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IL GRUPPO GAESA E' GUIDATO DAL GENERALE LUIS ALBERTO RODRIGUEZ, MOLTO POTENTE MA POCO NOTO CHE AMA STARE IN DISPARTE E NON AMA I CONTATTI CON I MEDIA, MA IL CUI POTERE NELL' AMBITO DEL REGIME CASTRO MARXISTA E' NOTEVOLE.

Celeste Henry c'è solo da precisare che questo "generale" non è altro che el yerno di Raùl Castro.... ::fuma
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Re: DONALD TRUMP, GLI STATI UNITI D' AMERICA E CUBA

Messaggioda estefano » 20/06/2017, 11:59

Ancora una volta fumo negli occhi annebbiati dal Whisky dei cubani di Miami, i grandi gruppi Hoteleri continueranno a costruire i loro hotel a Cuba, le compagnie americane continueranno a volare a Cuba (se gli converrà...), Airbnb continuerà a guadagnare cuc, saranno solo ridotte le liberta dei cittadini americani a viaggiare a Cuba e conseguentemente dei cubani di MIami che vorranno ritornare a vedere i parenti, praticamente tante chiacchere per restringere i visti per turismo a Cuba e realmente diminuiranno gli americani che frequentano le case particular.

Grazie a Trump ha colpito direttamente il popolo cubano senza intaccare gli interessi di Gaesa....
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Re: DONALD TRUMP, GLI STATI UNITI D' AMERICA E CUBA

Messaggioda estefano » 20/06/2017, 12:03

Interessante articolo del Fatto:



“Tra sei mesi, o tra sei anni, o sia quando sia, Cuba sarà libera. E quando lo sarà, il popolo dell’isola dirà che la transizione cominciò qui, in questo teatro, con un presidente che ha fatto quel che si deve fare perché torni la libertà nell’isola schiavizzata di Cuba…”.

È stato Marco Rubio, senatore della Florida – sì, proprio quel Marco Rubio che, nel corso delle primarie repubblicane, Donald Trump aveva sistematicamente umiliato definendolo little Marco, il piccolo Marco – a pronunciare queste alate parole, cariche d’una “storica” consapevolezza e d’una speranza tanto affettatamente pompose nella forma, quanto – l’una e l’altra – pateticamente ammuffite nella sostanza.

Il teatro nel quale si andava, a detta di Rubio, scrivendo questo fondamentale capitolo della storia cubana era, nella serata di venerdì scorso, il Manuel Artime, tra la Flagler e la mitica calle ocho, nel cuore della little Havana di Miami. E va da sé che “il presidente che ha fatto quel che si deve fare”, era proprio lui, Donald J. Trump, il più impopolare inquilino della Casa Bianca della storia Usa, per l’occasione impegnato a presentare al mondo – o, più precisamente, al “piccolo mondo antico” del più giurassico settore dell’esilio cubano – il memorandum col quale definiva la “nuova politica cubana” della sua amministrazione.

Applausi, standing ovation, slogan gridati a piena voce – “viva Trump, viva Cuba libre” – ed entusiasmo alle stelle. Platea e strade adiacenti al gran completo, sia pur con manifestazioni di segno contrapposto. E il tutto con i veterani della Brigata 2506 (quelli dello sbarco della Baia dei Porci, anno del Signore 1961) molto opportunamente e molto ostentatamente in primissima fila, a testimonianza della continuità d’una politica che – non in “sei mesi o sei anni”, come pronosticato da “little Marco”, bensì in quasi sessant’anni – non solo non ha riportato la libertà a Cuba, ma è stata uno dei pilastri etico-politici del regime cubano.

Donald Trump – è appena il caso di farlo notare – s’è trovato perfettamente a suo agio in quest’atmosfera di incondizionata adulazione, illuminata persino, in un clima di generalizzata estasi, dall’“happy birthday, Mr. president” (Trump ha raggiunto suoi 71 anni appena qualche giorno fa) cantata dall’intero teatro. Ed è stato in questo clima vagamente nord-coreano che, il neo-eletto presidente ha da par suo risposto, esibendosi in quello che meglio sa fare. Ovvero: mentendo. Più esattamente: regalando alla più sclerotica parte dell’esilio cubano la menzogna che, da lui, quest’ultima s’attendeva. “Il memorandum che sono venuto a presentare – ha detto Trump tra gli applausi – è la totale cancellazione del pessimo accordo con il governo cubano (quello sottoscritto da Barack Obama, n.d.r.)”.

Falso. Degli accordi a suo tempo sottoscritti da Obama, il “memorandum” non cancella che una parte, quella relativa ai viaggi di cittadini statunitensi e quella relativa alle regole per investire a Cuba. Regole che, peraltro, ancora devono – e la cosa potrebbe durare a lungo – essere riscritte dal Dipartimento a Tesoro. L’ambasciata, riaperta da Obama, resta a suo posto. E al loro posto restano tutti i contratti già sottoscritti. Nella sostanza: la “nuova” politica di Trump verso Cuba, parte da un presupposto che testimonia una straordinaria ignoranza della realtà cubana (o, peggio, una propensione a prendere per i fondelli i propri interlocutori, nel caso specifico l’esilio più cavernicolo, che sembra peraltro gradire la cosa), dividendo l’economia cubana in due distinti settori: il militare ed il civile. Il primo va boicottato, il secondo favorito, al fine di creare una nuova “classe imprenditoriale” capace di, per così dire, spezzare le reni al comunismo.

Una tesi, questa, del tutto ridicola, per due motivi. Il primo: quello di Cuba non è, per quanto militarizzato, un regime militare. È un regime totalitario nel quale lo Stato, senza alcuna distinzione tra militare e civile, controlla tutti settori dell’economia. Il secondo: perché, nel “sabotare” la summezionata “economia militare”, il memorandum di Trump bada bene di non pestare alcun piede che conta. Tutti i contratti fin qui firmati da grandi imprese statunitensi– e firmati con la Gaesa, Grupo de Administración Empresarial, sotto il controllo dei militari – restano in pieno vigore. La Starwood potrà in tutta tranquillità continuare a costruire, insieme alla Gaesa, i suoi hotel di super lusso lungo la Quinta Avenida e nel centro storico dell’Avana. Carnival potrà senza problemi organizzare le sue crociere e le compagnie aeree americane potranno mantenere i propri voli.

Tutto quello che Trump ha offerto venerdì scorso nella giubilante atmosfera del teatro “Manuel Artime”, non è, alla prova dei fatti, che un cambio di toni retorici, un verbalissimo ritorno al passato. E con questo ha fatto felici tutti. Se stesso, con l’illusione di avere distrutto un altro pezzo dell’odiata “eredità di Obama”. Ed i relitti dell’esilio cubano, pronti come tutti i vecchi decrepiti a gioire in questa sorta di ritorno all’infanzia del proprio anticastrismo (qualcuno lo chiama rimbambimento).

Il problema è che, in politica, le parole contano. E, per quanto pomposamente ridicolo, questo ritorno al passato, inevitabilmente annuncia tempi difficili (e forse la fine d’una già esile speranza) soprattutto per quei nuovi settori della società cubana che andavano molto marginalmente e lentamente allentando il cappio del totalitarismo castrista.

Venerdì scorso la storia – la storia che Barack Obama aveva cercato di rimettere in cammino – ha fatto a Cuba un passo indietro. Ed è stato un brutto giorno (un ennesimo “trumpiano” brutto giorno) per tutti. Per Cuba, per gli Stati Uniti e per il mondo.
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