FAQ Invito Turistico

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Moderatore: lukankasi

FAQ Invito Turistico

Messaggioda cherido » 08/09/2007, 8:12

Ho intenzione di invitare una persona Cubana in Italia, cosa devo fare ?

Innanzitutto la persona cubana deve procurarsi il passaporto, successivamente deve prenotare l' appuntamento presso L' Ambasciata Italiana a L' avana.

Come faccio a prendere l' appuntamento in ambasciata ?
Devi inviare la richiesta via e-mail all' indirizzo visti.ambavana@esteri.it

nell'oggetto devi scrivere RICHIESTA TURNO PER VISTO TURISTICO

devi inoltre inserire i dati della persona Cubana, il numero di passaporto e il numero della carta d' identità

Oltre alla richiesta di appuntamento cosa devo fare ?

Devi predisporre la documentazione necessaria per il rilascio del visto e spedirla tramite corriere sicuro alla persona cubana.

Che tipo di documentazione devo predisporre ?

1.formulario per la domanda del visto d'ingresso http://www.esteri.it/visti/pdf/domanda.pdf
almeno tre mesi a quella del visto richiesto (Passaporto)
2.dimostrazione della disponibilità in Italia di un alloggio: vouchers turistici, prenotazione alberghiera, dichiarazione di ospitalità http://www.esteri.it/visti/pdf/invito_t.pdf
3.dimostrazione del possesso di mezzi economici di sostentamento, nella misura prevista dalla Direttiva del Ministero dell'Interno 1.3.2000 http://www.esteri.it/visti/sussistenza.html Polizza fidejssoria assicurativa o bancaria
4.assicurazione sanitaria avente una copertura minima di €30.000 per le spese per il ricovero ospedaliero d'urgenza e le spese di rimpatrio

Che documenti deve produrre la persona cubana ?

5.documento di viaggio in corso di validità con scadenza superiore di
6.fotografia recente in formato tessera
7.prenotazione di andata e ritorno o biglietto o dimostrazione della disponibilità di mezzi di trasporto personali
8.documentazione giustificativa della propria condizione socio-professionale. Se non ha un lavoro stabile, c'è bisogno di una dichiarazione da parte della persona che la mantiene. se la persona che mantiene è Cubana (madre, padre, parente, ecc...) la dichiarazione deve essere resa davanti ad un notaio che firma per autentica. mentre se la persona che mantiene è Italiana, è necessario dimostrare che almeno da 6 mesi viene inviato danaro tramite banca (ricevute di bonifico e ricevute di ritiro) o tramite post-pay (ricevute di ricariche e ricevute di ritiro allo sportello automatico). E' altresì possibile dimostrare il mantenimento dietro autocertificazione di consegna danaro a mano o tranmite amici (dichiarando anche loro), facendo riferimento a date precise.
9.autorizzazione del suo datore di lavoro alle ferie per ilo stesso tempo o superiore di durata del visto
10.se minorenne, autorizzazione dei genitori
11.fotocopia del proprio passaporto


Cosa devo fare per la parte Cubana ?

Devi compilare il modello di atto notorio con le tue generalità e tutti i dati della persona invitata, inoltre vi devi riportare in modo ben specifico, che ti farai carico del suo mantenimento e alloggio.

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL’ATTO DI NOTORIETA’
(Art. 47 DPR 28 dicembre 2000 n. 445/2000)


Io sottoscritto___________ nato a _________ il ____________ e residente in _______________ Via ______________ passaporto N. ______________ rilasciato dalla Questura di ____________ con scadenza _____________, professione _____________, di stato civile ____________

DICHIARO SOTTO LA MIA PERSONALE RESPONSABILITA’

Di voler invitare in Italia il cittadino cubano _____________________ nato a ________________ il _____________, residente in __________________ di professione ____________________ carta d' identità _____________________ per un periodo di 30 giorni

DICHIARO INOLTRE

di impegnarmi formalmente a rispondere economicamente e legalmente per l’invitato sopra indicato durante tutto il soggiorno di quest’ultimo in Italia, così come a farmi carico delle spese relative al viaggio di andata e ritorno a Cuba, vitto e alloggio, al mantenimento e qualsiasi altra spesa relativa alla sua assistenza medico-sanitaria, in modo da garantire che la persona da me invitata non ne resti sprovvista. Pertanto accetto di assumere la responsabilità legale per la persona invitata.

Dichiaro altresì che i dati e le dichiarazioni di cui sopra rispondono a verità e che la mia situazione socio-economica e abitativa è tale da garantire alla persona sopra individuata l’ospitalità e il successivo rientro in Patria.

Sono consapevole che in caso di false dichiarazioni accertate dall’Amministrazione procedente verranno applicate le sanzioni penali previste e la decadenza dal beneficio ottenuto sulla base della dichiarazione non veritiera ( art. 26 L. 15/1968 e – art. 11 comma 3, D.P.R. 403/98 )

Sono a conoscenza che il trattamento dei dati personali di cui alla Legge 31.12.1996 n. 675 (Legge sulla Privacy), avverrà solo per fini istituzionali e nei limiti di Legge (art. 10 Legge 675/96).

Questo modello è quello ufficiale?

No. Non esiste un modello ufficiale in quanto la legge Cubana rimanda al documento notarile in conformità alla legislazione dello Stato in cui viene fatto, quindi è presumibile che la Dichiarazione sostitutiva di Atto di Notorietà sia corretto, perà è altresì vero che nel sito dell' Ambasciata Cubana è presente un modello un pò diverso.
L' unico inconveniente che può accadere, utilizzando il modello dell' Ambasciata è che il notaio non lo riconosca come documento legale secondo la modulistica Italiana, quindi si può rifiutare di firmarlo.
http://www.ambasciatacuba.com/servizi/m ... invito.jpg
CONSIGLIO a tutti di riempire sia il modello dell' Ambasciata sia il modello che ho riportato e al notaio proporgli in prima battuta il modello dell' Ambasciata. Qualora si rifiuti di firmarlo avrete subito disponibile il modello "tradizionale". Ricordatevi che la firma sul modello la dovete mettere solo in presenza del notaio.


Nell' atto notorio, è inserito 30 giorni come periodo di invito alla persona cubana, perché?

Per la parte Cubana, il permesso concesso è solo di 1 mese, però prorogabile sino a 11 mesi.
Significa che la persona Cubana, per la sola parte Cubana può rimanere in Italia per un massimo di 11 mesi. Prima di lasciare l' Italia però dovrà pagare €. 40,00 di proroga al mese o frazione di esso per ogni mese rimasto in Italia ad eccezione del primo.
Esempio, un cubano che è rimasto in Italia per 3 mesi, prima di partire dovrà pagare €. 80,00 (3 mesi – 1 mese concesso da parte Cubana)


Compilato l' atto notorio, cosa devo fare ?

Devi prendere appuntamento da un notaio e fargli autenticare l' atto notorio.
In pratica significa che dovrai firmare l' atto notorio di fronte al notaio e lui autenticherà che la firma apposta è la tua.

Quale è il passo successivo all' autenticazione dell' atto notorio?

Una volta autenticato l' atto notorio, lo devi far legalizzare in Procura presso il Tribunale di residenza del notaio.


Anziché in Procura, posso legalizzarlo in Prefettura ?

NO. La Prefettura non può legalizzare la firma dei notai, solo il Procuratore della Repubblica lo può fare.


A chi devo consegnare l' atto notorio?

Una volta legalizzato l' atto notorio, lo devi presentare al Consolato Cubano in Italia (Roma o Milano a seconda di dove risiedi) e dovrai pagare €. 175,00.
Sarà il consolato stesso che provvederà a spedire alla persona invitata (tramite la Consulteria Giuridica) la lettera d' invito.

Dopo aver ottenuto il Visto da parte del Consolato Italiano, cosa deve fare la persona Cubana?

Dovrà andare in Immigrazione e chiedere il P.V.E. (Permiso de Viaje al Exterior).
Per ottenerlo dovrà comprare la cosiddetta “carta blanca” non è altro che un bollo di 150,00 cuc. acquistabile presso qualsiasi banca Cubana.


Quanto tempo passa dall' intervista alla partenza per l' Italia ?

Dipende molto dall' ufficio Immigrazione Cubana, diciamo che per stare tranquilli dobbiamo considerare circa 1 mese.
Non è escluso però che possa impiegare meno tempo.


Quando la persona invitata arriva in Italia, cosa dobbiamo fare?

Se la persona arriva direttamente ad un aereoporto italiano,basta il timbro della polizia di frontiera italiana,mentre se fa scalo presso altri paesi Schengen,tipo Madrid o Parigi,bisogna fare entro 8 giorni lavorativi la dichiarazione di presenza in questura,anche via raccomandata A/R o PEC.



Devo fare altro ?
Ricordare la dichiarazione d'ospitalitá da fare entro 48 ore presso l'autoritá di pubblica sicurezza del tuo comune,questura,commissariato di PS o sindaco,se le prime due entitá non sono presenti.
Se la persona Cubana risiederà per più di 1 mese presso la tua abitazione, dovrai inviare alle autorità di Pubblica Sicurezza il modello di “cessione del fabbricato” che dichiara la presenza presso la tua abitazione di una persona straniera.

http://www.poliziadistato.it/pds/cittad ... ricato.pdf


A chi la devo spedire la “cessione di fabbricato” ?

Se risiedi in città, la devi spedire alla Questura, altrimenti dovrai mandare entrambe le copie alla Polizia Municipale del tuo Comune e loro invieranno 1 copia alla Questura.
Ricordati che hai tempo 48 ore e soprattutto se la invii per posta inviala sempre con raccomandata e ricevuta di ritorno.


Buona fortuna.
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Messaggioda paolo70bari » 09/09/2007, 20:04

sono andato a roma e mi hanno dato un modello per fare la carta di invito ma nessun Notaio me lo vuole firmare perchè dice che è sbagliato come sta fatto...........come devo fare?
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Messaggioda islagerona » 09/09/2007, 20:39

Devo fare altro ?

Se la persona Cubana risiederà per più di 1 mese presso la tua abitazione, dovrai inviare alle autorità di Pubblica Sicurezza il modello di “cessione del fabbricato” che dichiara la presenza presso la tua abitazione di una persona straniera.

http://www.poliziadistato.it/pds/cittad ... ricato.pdf

A chi la devo spedire la “cessione di fabbricato” ?

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
scusa ma questa non la capisco spiegati meglio

da dove salta fuori? questa è una legge uscita contro il terrorismo che centra con invitare una persona....
cercate di scrivere cose sicure.
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Messaggioda cherido » 10/09/2007, 7:59

islagerona ha scritto:Devo fare altro ?

Se la persona Cubana risiederà per più di 1 mese presso la tua abitazione, dovrai inviare alle autorità di Pubblica Sicurezza il modello di “cessione del fabbricato” che dichiara la presenza presso la tua abitazione di una persona straniera.

http://www.poliziadistato.it/pds/cittad ... ricato.pdf

A chi la devo spedire la “cessione di fabbricato” ?

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
scusa ma questa non la capisco spiegati meglio

da dove salta fuori? questa è una legge uscita contro il terrorismo che centra con invitare una persona....
cercate di scrivere cose sicure.


Quanto da me scritto, sono tutte cose sicure, sfido chiunque a dimostrare il contrario.

Per quanto riguarda la cessione di fabbricato, è un documento obbligatorio (quando si superano 30 giorni) che serve a comunicare alle autorità di pubblica sicurezza del luogo che una persona risiede in una determinata abitazione.

Questo documento, con l' invito non c' entra nulla ma è un adempimento collaterale in quanto una volta che ospiti chiunque in casa tua per un periodo superiore a 30 giorni lo devi comunicare.
La sanzione per la macata comunicazione è pari a €. 320,00.

Il fatto che nessuno ( o pochi), ne siano a conoscenza, non vuol dire che non debba essere fatto.
Ripeto, è un adempimento obbligatorio a cui dobbiamo adempiere, pena una sanzione amministrativa di €. 320,00.

Il Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 Art. 7(Obblighi dell'ospitante e del datore di lavoro)

(R.d. 18 giugno 1931, n. 773, art. 147)
1. Chiunque, a qualsiasi titolo, da alloggio ovvero ospita uno straniero o apolide, anche se parente o affine. o lo assume per qualsiasi causa alle proprie dipendenze ovvero cede allo stesso la proprieta' o il godimento di beni immobili, rustici o urbani, posti nel territorio dello Stato, e' tenuto a darne comunicazione scritta, entro quarantotto ore, all'autorita' locale di pubblica sicurezza.

2. La comunicazione comprende, oltre alle generalita' del denunciante, quelle dello straniero o apolide, gli estremi del passaporto o del documento di identificazione che lo riguardano, l'esatta ubicazione dell'immobile ceduto o in cui la persona e' alloggiata, ospitata o presta servizio ed il titolo per il quale la comunicazione e' dovuta.
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Messaggioda cherido » 10/09/2007, 8:04

paolo70bari ha scritto:sono andato a roma e mi hanno dato un modello per fare la carta di invito ma nessun Notaio me lo vuole firmare perchè dice che è sbagliato come sta fatto...........come devo fare?


Il modello che ti hanno dato a Roma, presumo in Ambasciata è un modello che devono compilare coloro che non hanno bisogno dell' atto notorio legalizzato dal notaio.

Il modello di atto notorio è un modello generale a cui dobbiamo aggiungere le ns. generalità e quelle della persona invitata, in più dobbiamo specificatamente dichiarare di assumenrsi l' onere del mantenimento e dell' alloggio.
Nelle FAQ, c'è riportato un modello base, quindi non fai altro che copirlo ed integrarlo con i tuoi dati
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Messaggioda gigiazza » 10/09/2007, 21:14

http://questure.poliziadistato.it/ReggioEmilia.nsf


Modifiche alla disciplina dell'immigrazione.

--------------------------------------------------------------------------------

Il permesso di soggiorno potrà essere rilasciato solo per periodi superiori a 3 mesi. Scompare il permesso di soggiorno per turismo, possono essere rilasciati permessi per soggiorni brevi ma limitatamente ai motivi di giustizia, attesa emigrazione in altro Stato, esercizio delle funzioni di ministro di culto, soggiorni in case di cura, ospedali, istituti civili e altre convivenze.

Il regolare soggiorno inferiore a 3 mesi deve comunque essere comunicato dallo straniero all'ufficio di polizia di frontiera al momento dell'ingresso nello Stato oppure, entro 8 giorni, al Questore del luogo di domicilio. In caso contrario il Prefetto può emanare il decreto di espulsione (art. 13, comma 2, lett. b) nella formulazione del D.L. 10/2007).

Sono abrogati gli obblighi di comunicazione entro 48 ore all'Autorità Locale di P.S. per chi ospita i cittadini stranieri.

Con l'occasione si segnala che rimane tuttora in vigore art. 12 della legge 21 maggio 1978 nr. 59, relativo all'obbligo della segnalazione di tutti i contratti di cessione, a qualunque titolo, di proprietà per un tempo superiore a un mese.
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Messaggioda cherido » 11/09/2007, 9:15

cherido ha scritto:
gigiazza ha scritto:http://questure.poliziadistato.it/ReggioEmilia.nsf


Modifiche alla disciplina dell'immigrazione.

--------------------------------------------------------------------------------

Il permesso di soggiorno potrà essere rilasciato solo per periodi superiori a 3 mesi. Scompare il permesso di soggiorno per turismo, possono essere rilasciati permessi per soggiorni brevi ma limitatamente ai motivi di giustizia, attesa emigrazione in altro Stato, esercizio delle funzioni di ministro di culto, soggiorni in case di cura, ospedali, istituti civili e altre convivenze.

Il regolare soggiorno inferiore a 3 mesi deve comunque essere comunicato dallo straniero all'ufficio di polizia di frontiera al momento dell'ingresso nello Stato oppure, entro 8 giorni, al Questore del luogo di domicilio. In caso contrario il Prefetto può emanare il decreto di espulsione (art. 13, comma 2, lett. b) nella formulazione del D.L. 10/2007).

Sono abrogati gli obblighi di comunicazione entro 48 ore all'Autorità Locale di P.S. per chi ospita i cittadini stranieri.

Con l'occasione si segnala che rimane tuttora in vigore art. 12 della legge 21 maggio 1978 nr. 59, relativo all'obbligo della segnalazione di tutti i contratti di cessione, a qualunque titolo, di proprietà per un tempo superiore a un mese.


Esatto fino ad un certo punto

Il decreto Legge 15 febbraio 2007 n. 10, entrato in vigore il 16 febbraio 2007 ha abrogato l' art. 7 del testo unico sull' immigrazione però, essendo un Decreto Legge, entro 60 giorni deve essere convertito in legge, pena la sua decadenza.

Il 6 aprile 2007, detto D.L. è stato convertito in Legge (la n. 46), dove però non è più riporata l' abrogazione all' art. 7 del Testo Unico che pertanto rimane valida.

D.L. 15 FEBBRAIO 2007 n. 10

Art. 5.

Modifiche al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di distacco di lavoratori cittadini di Paesi terzi nell'ambito di una prestazione di servizi e di soggiorni di breve durata.
Procedure d'infrazione n. 1998/2127 e n. 2006/2126.
Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:

all'articolo 5, il comma 2 é sostituito dal seguente:

«Il permesso di soggiorno deve essere richiesto per soggiorni superiori a tre mesi, secondo le modalità previste nel regolamento di attuazione, al questore della provincia in cui lo straniero si trova entro otto giorni lavorativi dal suo ingresso nel territorio dello Stato ed é rilasciato per le attività previste dal visto d'ingresso o dalle disposizioni vigenti. Il regolamento di attuazione può prevedere speciali modalità di rilascio relativamente ai soggiorni brevi per motivi di giustizia, di attesa di emigrazione in altro Stato e per l'esercizio delle funzioni di ministro di culto, nonché ai soggiorni in case di cura, ospedali, istituti civili e religiosi e altre convivenze. Per soggiorni inferiori a tre mesi lo straniero dichiara la sua presenza all'ufficio di polizia di frontiera, al momento dell'ingresso sul territorio nazionale ovvero, entro otto giorni dal suo ingresso, al questore della provincia in cui si trova, secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dell'interno.»;

al comma 3 dell'articolo 5, la lettera a) é soppressa;


l'articolo 7 é abrogato;

all'articolo 13, la lettera b) del comma 2 é sostituita dalla seguente:

«si é trattenuto nel territorio dello Stato senza aver presentato la dichiarazione di presenza di cui all'articolo 5, comma 2, o richiesto il permesso di soggiorno nei termini prescritti, salvo che il ritardo sia dipeso da forza maggiore, ovvero quando il permesso di soggiorno é stato revocato o annullato, ovvero é scaduto da più di 60 giorni e non é stato chiesto il rinnovo oppure, avendo presentato la dichiarazione di presenza, si é trattenuto sul territorio dello Stato oltre i novanta giorni o il minore termine stabilito nel visto d'ingresso;»;

All'articolo 27, dopo il comma 1 é inserito il seguente:

bis «Nel caso in cui i lavoratori di cui alla lettera i) del comma 1 siano dipendenti regolarmente retribuiti da datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede in uno Stato membro dell'Unione europea, il nulla osta al lavoro é sostituito da una comunicazione, da parte del committente, del contratto in base al quale la prestazione di servizi ha luogo, unitamente ad una dichiarazione del datore di lavoro contenente i nominativi dei lavoratori da distaccare e attestante la regolarità della loro situazione con riferimento alle condizioni di residenza e di lavoro nello Stato membro dell'Unione europea in cui ha sede il datore di lavoro. La comunicazione é presentata allo sportello unico della Prefettura-Ufficio territoriale del Governo, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno.»


Legge 6 Aprile 2007 n. 46
Art. 5.

Modifiche al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, in materia di distacco di lavoratori cittadini di Paesi terzi nell'ambito di una prestazione di servizi. Procedura d'infrazione n. 1998/2127).


Al testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:


all'articolo 13, la lettera b) del comma 2 é sostituita dalla seguente:


«si é trattenuto nel territorio dello Stato in assenza della comunicazione di cui all'articolo 27, comma 1-bis, o senza aver richiesto il permesso di soggiorno nei termini prescritti, salvo che il ritardo sia dipeso da forza maggiore, ovvero quando il permesso di soggiorno é stato revocato o annullato, ovvero é scaduto da più di sessanta giorni e non é stato chiesto il rinnovo»;


all'articolo 27, dopo il comma 1 é inserito il seguente: «1-bis. Nel caso in cui i lavoratori di cui alla lettera i) del comma 1 siano dipendenti regolarmente retribuiti dai datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede in uno Stato membro dell'Unione europea, il nulla osta al lavoro é sostituito da una comunicazione, da parte del committente, del contratto in base al quale la prestazione di servizi ha luogo, unitamente ad una dichiarazione del datore di lavoro contenente i nominativi dei lavoratori da distaccare e attestante la regolarità della loro situazione con riferimento alle condizioni di residenza e di lavoro nello Stato membro dell'Unione europea in cui ha sede il datore di lavoro. La comunicazione é presentata allo sportello unico della prefettura-ufficio territoriale del Governo, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno.».

Riferimenti normativi:


Si riporta il testo degli articoli 13 e 27 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero - pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1998, n. 191, S.O.), come modificato dalla presente legge:

«Art. 13 (Espulsione amministrativa).


Per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato, il Ministro dell'interno può disporre l'espulsione dello straniero anche non residente nel territorio dello Stato, dandone preventiva notizia al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli affari esteri.


L'espulsione é disposta dal prefetto quando lo straniero:


é entrato nel territorio dello Stato sottraendosi ai controlli di frontiera e non é stato respinto ai sensi dell'art. 10;


si é trattenuto nel territorio dello Stato in assenza della comunicazione di cui all'art. 27, comma 1-bis, o senza aver richiesto il permesso di soggiorno nei termini prescritti, salvo che il ritardo sia dipeso da forza maggiore, ovvero quando il permesso di soggiorno é stato revocato o annullato, ovvero é scaduto da più di sessanta giorni e non é stato chiesto il rinnovo;


appartiene a taluna delle categorie indicate nell'art. 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, come sostituto dall'art. 2 della legge 3 agosto 1988, n. 327, o nell'art. 1 della legge 31 maggio 1965, n. 575, come sostituito dall'art. 13 della legge 13 settembre 1982, n. 646.


bis. Nell'adottare il provvedimento di espulsione ai sensi del comma 2, lettere a) e b), nei confronti dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, ai sensi dell'art. 29, si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine.


L'espulsione é disposta in ogni caso con decreto motivato immediatamente esecutivo, anche se sottoposto a gravame o impugnativa da parte dell'interessato. Quando lo straniero é sottoposto a procedimento penale e non si trova in stato di custodia cautelare in carcere, il questore, prima di eseguire l'espulsione, richiede il nulla osta all'autorità giudiziaria, che può negarlo solo in presenza di inderogabili esigenze processuali valutate in relazione all'accertamento della responsabilità di eventuali concorrenti nel reato o imputati in procedimenti per reati connessi, e all'interesse della persona offesa.
In tal caso l'esecuzione del provvedimento é sospesa fino a quando l'autorità giudiziaria comunica la cessazione delle esigenze processuali. Il questore, ottenuto il nulla osta, provvede all'espulsione con le modalità di cui al comma 4. Il nulla osta si intende concesso qualora l'autorità giudiziaria non provveda entro quindici giorni dalla data di ricevimento della richiesta. In attesa della decisione sulla richiesta di nulla osta, il questore può adottare la misura del trattenimento presso un centro di permanenza temporanea, ai sensi dell'art. 14.


bis. Nel caso di arresto in flagranza o di fermo, il giudice rilascia il nulla osta all'atto della convalida, salvo che applichi la misura della custodia cautelare in carcere ai sensi dell'art. 391, comma 5, del codice di procedura penale, o che ricorra una delle ragioni per le quali il nulla osta può essere negato ai sensi del comma 3.


ter. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano anche allo straniero sottoposto a procedimento penale, dopo che sia stata revocata o dichiarata estinta per qualsiasi ragione la misura della custodia cautelare in carcere applicata nei suoi confronti. Il giudice, con lo stesso provvedimento con il quale revoca o dichiara l'estinzione della misura, decide sul rilascio del nulla osta all'esecuzione dell'espulsione. Il provvedimento é immediatamente comunicato al questore.


quater. Nei casi previsti dai commi 3, 3-bis e 3-ter, il giudice, acquisita la prova dell'avvenuta espulsione, se non é ancora stato emesso il provvedimento che dispone il giudizio, pronuncia sentenza di non luogo a procedere. E'é sempre disposta la confisca delle cose indicate nel secondo comma dell'art. 240 del codice penale. Si applicano le disposizioni di cui ai commi 13, 13-bis, 13-ter e 14.


quinquies. Se lo straniero espulso rientra illegalmente nel territorio dello Stato prima del termine previsto dal comma 14 ovvero, se di durata superiore, prima del termine di prescrizione del reato più grave per il quale si era proceduto nei suoi confronti, si applica l'art. 345 del codice di procedura penale. Se lo straniero era stato scarcerato per decorrenza dei termini di durata massima della custodia cautelare, quest'ultima é ripristinata a norma dell'art. 307 del codice di procedura penale.


sexies. (Abrogato).


L'espulsione é sempre eseguita dal questore con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica ad eccezione dei casi di cui al comma 5.


Nei confronti dello straniero che si é trattenuto nel territorio dello Stato quando il permesso di soggiorno é scaduto di validità da più di sessanta giorni e non ne é stato chiesto il rinnovo, l'espulsione contiene l'intimazione a lasciare il territorio dello Stato entro il termine di quindici giorni. Il questore dispone l'accompagnamento immediato alla frontiera dello straniero, qualora il prefetto rilevi il concreto pericolo che quest'ultimo si sottragga all'esecuzione del provvedimento.


bis. Nei casi previsti ai commi 4 e 5 il questore comunica immediatamente e, comunque, entro quarantotto ore dalla sua adozione, al giudice di pace territorialmente competente il provvedimento con il quale é disposto l'accompagnamento alla frontiera. L'esecuzione del provvedimento del questore di allontanamento dal territorio nazionale é sospesa fino alla decisione sulla convalida.
L'udienza per la convalida si svolge in camera di consiglio con la partecipazione necessaria di un difensore tempestivamente avvertito. L'interessato é anch'esso tempestivamente informato e condotto nel luogo in cui il giudice tiene l'udienza. Si applicano le disposizioni di cui al sesto e al settimo periodo del comma 8, in quanto compatibili. Il giudice provvede alla convalida, con decreto motivato, entro le quarantotto ore successive, verificata l'osservanza dei termini, la sussistenza dei requisiti previsti dal presente articolo e sentito l'interessato, se comparso. In attesa della definizione del procedimento di convalida, lo straniero espulso é trattenuto in uno dei centri di permanenza temporanea ed assistenza, di cui all'art. 14, salvo che il procedimento possa essere definito nel luogo in cui é stato adottato il provvedimento di allontanamento anche prima del trasferimento in uno dei centri disponibili. Quando la convalida é concessa, il provvedimento di accompagnamento alla frontiera diventa esecutivo. Se la convalida non é concessa ovvero non é osservato il termine per la decisione, il provvedimento del questore perde ogni effetto. Avverso il decreto di convalida é proponibile ricorso per cassazione. Il relativo ricorso non sospende l'esecuzione dell'allontanamento dal territorio nazionale.
Il termine di quarantotto ore entro il quale il giudice di pace deve provvedere alla convalida decorre dal momento della comunicazione del provvedimento alla cancelleria.


ter. Al fine di assicurare la tempestività del procedimento di convalida dei provvedimenti di cui ai commi 4 e 5, ed all'art. 14, comma 1, le questure forniscono al giudice di pace, nei limiti delle risorse disponibili, il supporto occorrente e la disponibilità di un locale idoneo.


(Abrogato).


Il decreto di espulsione e il provvedimento di cui al comma 1 dell'art. 14, nonché ogni altro atto concernente l'ingresso, il soggiorno e l'espulsione, sono comunicati all'interessato unitamente all'indicazione delle modalità di impugnazione e ad una traduzione in una lingua da lui conosciuta, ovvero, ove non sia possibile, in lingua francese, inglese o spagnola.


Avverso il decreto di espulsione può essere presentato unicamente il ricorso al giudice di pace del luogo in cui ha sede l'autorità che ha disposto l'espulsione. Il termine é di sessanta giorni dalla data del provvedimento di espulsione. Il giudice di pace accoglie o rigetta il ricorso, decidendo con unico provvedimento adottato, in ogni caso, entro venti giorni dalla data di deposito del ricorso. Il ricorso di cui al presente comma può essere sottoscritto anche personalmente, ed é presentato anche per il tramite della rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel Paese di destinazione. La sottoscrizione del ricorso, da parte della persona interessata, é autenticata dai funzionari delle rappresentanze diplomatiche o consolari che provvedono a certificarne l'autenticità e ne curano l'inoltro all'autorità giudiziaria. Lo straniero é ammesso all'assistenza legale da parte di un patrocinatore legale di fiducia munito di procura speciale rilasciata avanti all'autorità consolare. Lo straniero é altresì ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato, e, qualora sia sprovvisto di un difensore, é assistito da un difensore designato dal giudice nell'ambito dei soggetti iscritti nella tabella di cui all'art. 29 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, nonché, ove necessario, da un interprete.


- 10. (Abrogati).


Contro il decreto di espulsione emanato ai sensi del comma 1 é ammesso ricorso al tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma.


Fatto salvo quanto previsto dall'art. 19, lo straniero espulso é rinviato allo Stato di appartenenza, ovvero, quando ciò non sia possibile, allo Stato di provenienza.


Lo straniero espulso non può rientrare nel territorio dello Stato senza una speciale autorizzazione del Ministro dell'interno. In caso di trasgressione lo straniero é punito con la reclusione da uno a quattro anni ed é nuovamente espulso con accompagnamento immediato alla frontiera. La disposizione di cui al primo periodo del presente comma non si applica nei confronti dello straniero già espulso ai sensi dell'art. 13, comma 2, lettere a) e b), per il quale é stato autorizzato il ricongiungimento, ai sensi dell'art. 29.


bis. Nel caso di espulsione disposta dal giudice, il trasgressore del divieto di reingresso é punito con la reclusione da uno a quattro anni. Allo straniero che, già denunciato per il reato di cui al comma 13 ed espulso, abbia fatto reingresso sul territorio nazionale si applica la pena della reclusione da uno a cinque anni.


ter. Per i reati previsti dai commi 13 e 13-bis é obbligatorio l'arresto dell'autore del fatto anche fuori dei casi di flagranza e si procede con rito direttissimo.


Salvo che sia diversamente disposto, il divieto di cui al comma 13 opera per un periodo di dieci anni. Nel decreto di espulsione può essere previsto un termine più breve, in ogni caso non inferiore a cinque anni, tenuto conto della complessiva condotta tenuta dall'interessato nel periodo di permanenza in Italia.


Le disposizioni di cui al comma 5 non si applicano allo straniero che dimostri sulla base di elementi obiettivi di essere giunto nel territorio dello Stato prima della data di entrata in vigore della legge 6 marzo 1998, n. 40. In tal caso, il questore può adottare la misura di cui all'art. 14, comma 1.


L'onere derivante dal comma 10 del presente articolo é valutato in lire 4 miliardi per l'anno 1997 e in lire 8 miliardi annui a decorrere dall'anno 1998».

«Art. 27 (Ingresso per lavoro in casi particolari).


Al di fuori degli ingressi per lavoro di cui agli articoli precedenti, autorizzati nell'ambito delle quote di cui all'art. 3, comma 4, il regolamento di attuazione disciplina particolari modalità e termini per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro, dei visti di ingresso e dei permessi di soggiorno per lavoro subordinato, per ognuna delle seguenti categorie di lavoratori stranieri:


dirigenti o personale altamente specializzato di società aventi sede o filiali in Italia ovvero di uffici di rappresentanza di società estere che abbiano la sede principale di attività nel territorio di uno Stato membro dell'Organizzazione mondiale del commercio, ovvero dirigenti di sedi principali in Italia di società italiane o di società di altro Stato membro dell'Unione europea;


lettori universitari di scambio o di madre lingua;


professori universitari e ricercatori destinati a svolgere in Italia un incaricato accademico o un'attività retribuita di ricerca presso università, istituti di istruzione e di ricerca operanti in Italia;


traduttori e interpreti;


collaboratori familiari aventi regolarmente in corso all'estero da almeno un anno, rapporti di lavoro domestico a tempo pieno con cittadini italiani o di uno degli Stati membri dell'Unione europea residenti all'estero che si trasferiscono in Italia, per la prosecuzione del rapporto di lavoro domestico;


persone che, autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale, svolgano periodi temporanei di addestramento presso datori di lavoro italiani effettuando anche prestazioni che rientrano nell'ambito del lavoro subordinato;


lavoratori alle dipendenze di organizzazioni o imprese operanti nel territorio italiano, che siano stati ammessi temporaneamente a domanda del datore di lavoro, per adempiere funzioni o compiti specifici, per un periodo limitato o determinato, tenuti a lasciare l'Italia quando tali compiti o funzioni siano terminati;


lavoratori marittimi occupati nella misura e con le modalità stabilite nel regolamento di attuazione;


lavoratori dipendenti regolarmente retribuiti da datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede all'estero e da questi direttamente retribuiti, i quali siano temporaneamente trasferiti dall'estero presso persone fisiche o giuridiche, italiane o straniere, residenti in Italia, al fine di effettuare nel territorio italiano determinate prestazioni oggetto di contratto di appalto stipulato tra le predette persone fisiche o giuridiche residenti o aventi sede in Italia e quelle residenti o aventi sede all'estero, nel rispetto delle disposizioni dell'art. 1655 del codice civile e della legge 23 ottobre 1960, n. 1369, e delle norme internazionali e comunitarie;


lavoratori occupati presso circhi o spettacoli viaggianti all'estero;


personale artistico e tecnico per spettacoli lirici, teatrali, concertistici o di balletto;


ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento;


artisti da impiegare da enti musicali teatrali o cinematografici o da imprese radiofoniche o televisive, pubbliche o private, o da enti pubblici, nell'ambito di manifestazioni culturali o folcloristiche;


stranieri che siano destinati a svolgere qualsiasi tipo di attività sportiva professionistica presso società sportive italiane ai sensi della legge 23 marzo 1981, n. 91;


giornalisti corrispondenti ufficialmente accreditati in Italia e dipendenti regolarmente retribuiti da organi di stampa quotidiani o periodici, ovvero da emittenti radiofoniche o televisive straniere;


persone che, secondo le norme di accordi internazionali in vigore per l'Italia, svolgono in Italia attività di ricerca o un lavoro occasionale nell'ambito di programmi di scambi di giovani o di mobilità di giovani o sono persone collocate "alla pari";


bis) infermieri professionali assunti presso strutture sanitarie pubbliche e private.


bis. Nel caso in cui i lavoratori di cui alla lettera i) del comma 1 siano dipendenti regolarmente retribuiti dai datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede in uno Stato membro dell'Unione europea, il nulla osta al lavoro é sostituito da una comunicazione, da parte del committente, del contratto in base al quale la prestazione di servizi ha luogo, unitamente ad una dichiarazione del datore di lavoro contenente i nominativi dei lavoratori da distaccare e attestante la regolarità della loro situazione con riferimento alle condizioni di residenza e di lavoro nello Stato membro dell'Unione europea in cui ha sede il datore di lavoro. La comunicazione é presentata allo sportello unico della prefettura-ufficio territoriale del Governo, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno.


In deroga alle disposizioni del presente testo unico i lavoratori extracomunitari dello spettacolo possono essere assunti alle dipendenze dei datori di lavoro per esigenze connesse alla realizzazione e produzione di spettacoli previa apposita autorizzazione rilasciata dall'ufficio speciale per il collocamento dei lavoratori dello spettacolo o sue sezioni periferiche che provvedono, sentito il Dipartimento dello spettacolo, previo nulla osta provvisorio dell'autorità provinciale di pubblica sicurezza. L'autorizzazione é rilasciata, salvo che si tratti di personale artistico ovvero di personale da utilizzare per periodi non superiori a tre mesi, prima che il lavoratore extracomunitario entri nel territorio nazionale. I lavoratori extracomunitari autorizzati a svolgere attività lavorativa subordinata nel settore dello spettacolo non possono cambiare settore di attività né la qualifica di assunzione. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con le Autorità di Governo competenti in materia di turismo ed in materia di spettacolo, determina le procedure e le modalità per il rilascio dell'autorizzazione prevista dal presente comma.


Rimangono ferme le disposizioni che prevedono il possesso della cittadinanza italiana per lo svolgimento di determinate attività.


Il regolamento di cui all'art. 1 contiene altresì norme per l'attuazione delle convenzioni ed accordi internazionali in vigore relativamente all'ingresso e soggiorno dei lavoratori stranieri occupati alle dipendenze di rappresentanze diplomatiche o consolari o di enti di diritto internazionale aventi sede in Italia.


L'ingresso e il soggiorno dei lavoratori frontalieri non appartenenti all'Unione europea é disciplinato dalle disposizioni particolari previste negli accordi internazionali in vigore con gli Stati confinanti.


bis. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, su proposta del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), sentiti i Ministri dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali, é determinato il limite massimo annuale d'ingresso degli sportivi stranieri che svolgono attività sportiva a titolo professionistico o comunque retribuita, da ripartire tra le federazioni sportive nazionali. Tale ripartizione é effettuata dal CONI con delibera da sottoporre all'approvazione del Ministro vigilante. Con la stessa delibera sono stabiliti i criteri generali di assegnazione e di tesseramento per ogni stagione agonistica anche al fine di assicurare la tutela dei vivai giovanili.».


Come potete vedere, l' abrogazione all' art. 7 del Testo Unico sull' Immigrazione non vi è più, segno che rimane tutt' oggi valido.

Quanto riportato dalla Questura di Reggio Emilia, è vero limitatamente al periodo che va dal 16 Febbraio 2007 al 12 Aprile 2007, in quanto dopo la pubblicazione della Legge di Conversione, tutto è rimasto come prima.
Se vedi la data di aggiornamento della Questura è al 20/03/2007, quindi ancora non hanno aggioranto il sito con la legge di conversione
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Messaggioda cherido » 11/09/2007, 9:24

Considerato che questa discussione è andata avanti abbastanza, ritengo opportuno, una volta che abbiate lasciato le vs. ultime considerazioni, bloccarla, onde evitare inutili confondimenti a persone che si apprestano a fare per la prima volta una pratica d' invito.

Taglierò altresì quei messaggi che ritengo superflui ai fini della discussione.
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Messaggioda cocoloco » 11/09/2007, 9:43

cherido ha scritto:Considerato che questa discussione è andata avanti abbastanza, ritengo opportuno, una volta che abbiate lasciato le vs. ultime considerazioni, bloccarla, onde evitare inutili confondimenti a persone che si apprestano a fare per la prima volta una pratica d' invito.

Taglierò altresì quei messaggi che ritengo superflui ai fini della discussione.


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Messaggioda paolo70bari » 12/09/2007, 8:43

ho avuto un modulo diverso alla ambasciata e mi dici che non è come dicono loro
non ci sto capendo piu nulla credetemi
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