GORDIANO LUPI

chismes y mucho mas...

Messaggioda arcoiris » 16/07/2012, 22:06

cocoloco ha scritto:
arcoiris ha scritto:;-)


Pobricito, le da pena escribir en el foro


pues... hasta ahora si. Vamos a ver.... 8) :roll:

Yo de verdad no los entiendo.... tu q opinas de los numeros ? :roll:



No se, realmente me iba a jugar el 39 hoy
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Messaggioda cocoloco » 16/07/2012, 23:21

arcoiris ha scritto:
cocoloco ha scritto:
arcoiris ha scritto:;-)


Pobricito, le da pena escribir en el foro


pues... hasta ahora si. Vamos a ver.... 8) :roll:

Yo de verdad no los entiendo.... tu q opinas de los numeros ? :roll:



No se, realmente me iba a jugar el 39 hoy


el fantasma y el mudo q numeros tienen? 8) :smt040 :smt040
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Messaggioda arcoiris » 16/07/2012, 23:24

39 conejo :smt040
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Messaggioda cocoloco » 16/07/2012, 23:27

arcoiris ha scritto:39 conejo :smt040


:smt040 :wink: :smt040
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Messaggioda cocoloco » 17/07/2012, 0:02

:-D

Alejandro Torreguitart Ruiz. Un colera mercenario


13 Luglio 2012

Solita vita al palazzo di Toyio, solite pisciate di cani e cristiani nel portone, solite buche sull’asfalto, soliti bambini che gridano e amanti che scopano quando nessuno li vede. Un vecchietto si aggira con le copie del Granma sotto braccio, diffonde la buona novella di una Rivoluzione sempre più solida e forte. Fa caldo e piove all’Avana, ogni giorno di più, le fogne scoppiano, il puzzo ammorba i quartieri popolari, la sporcizia dilaga tra bidoni che riversano a terra il contenuto e spazzini che non fanno il loro dovere. E in mezzo a tutto questo, le notizie si rincorrono, la gente parla, dicono che il colera si stia diffondendo anche all’Avana, che ci siano già stati diversi casi. Ma il governo smentisce. Ci sono troppi turisti di questi tempi a Cuba.

– Amico, mi dai una copia? –, dico al vecchietto.

– A cosa ti serve? Non guardi la televisione? – risponde.

– Poco. Mia madre spenge dopo la novela anche se mio padre litiga per vedere il notiziario. Dice che è stanca di sentire le solite balle…

– E tu no?

– Sì, certo. Sono stanco pure io, ma è meno tempo che le sento.

– Se vuoi il Granma dammi un peso, amico.

Pago e prendo la mia copia. Il vecchietto prosegue allibito. Sputa per terra e mi saluta, pensa che devo essere matto. Non ha fatto un affare. Compra a pochi centavos le copie del Granma per rivenderle ai turisti che sono più generosi, pagano quei quattro fogli sgualciti persino un peso convertibile. Si portano via le copie del Granma come se fossero un cimelio rivoluzionario, l’ultimo bollettino di guerra emanato dalla riserva comunista. Il Granma è un periodico senza incertezze, non coltiva il germe del dubbio, non vacilla di fronte al dovere, per i giornalisti di regime tutto è bianco o nero, non esistono mezze misure. Il colera? Una menzogna capitalista, un attacco dell’impero, una macchinazione coltivata da pericolosi mercenari.

Leggo l’articolo che m’interessa, un dispaccio governativo firmato Percy F. Alvarado Godoy, intitolato Guerra mediatica contro Cuba. Gli scrittori Lina de Feria, Reina María Rodríguez, Desiderio Navarro, Víctor Fowler e Daniel Díaz Mantilla, sarebbero agenti del nemico, aggressori della sicurezza rivoluzionaria, colpevoli di aver sostenuto che un’epidemia di colera potrebbe recare danni al paese, se non controllata in tempo dal Ministero della Sanità. Gli scrittori imperialisti hanno osato affermare che il vibrione proviene da Haiti, dove i nostri eroici medici rivoluzionari si sono recati a combattere l’epidemia, cosa impossibile perché è risaputo quanto il fervore internazionalista sia un’arma possente contro ogni tipo di infezione. Un vero rivoluzionario in lotta contro il nemico non si ammala, non si ammala mai, è immune da ogni tipo di contagio. Tu pensa che chi ha scritto l’articolo è Alvarado Godoy, una spia della Sicurezza di Stato infiltrata per oltre vent’anni a Miami nella Fondazione Cubano-Americana. Un tipo di cui fidarsi, non c’è che dire. Un uomo che trasmette sicurezza. Un giornalista sopraffino. Il Granma ribadisce il concetto dei dissidenti pagati dall’Impero, di Obama che impiega fondi per costruire la democrazia a Cuba, che paga gli intellettuali cubani e i blogger indipendenti tramite la Sezione di Interessi degli Stati Uniti all’Avana, organo costituito al solo scopo di screditare il governo. Mi chiedo perché non la facciano chiudere, allora. Mi domando perché - nonostante sia il rifugio di pericolosi controrivoluzionari - continui a svolgere le sue funzioni. Misteri del castrismo. Un nemico serve, forse. Meglio un nemico da incolpare che raccontare la verità. E allora vai con il tango dei controrivoluzionari pagati dalla Cia, sia Omni Zona Franca che il Festival di Poesia Senza Fine, ma soprattutto Yoani Sánchez, Guillermo Fariñas, le Dame in Bianco, tutti nel libro paga statunitense, stipendiati per dire il falso, per sobillare il popolo contro un governo giusto e rivoluzionario.

Non occorre leggere altro. Aveva ragione il vecchietto. Le menzogne come sistema di governo. Certo che ci considerano proprio scemi. Nel 1959, per molto meno abbiamo fatto una Rivoluzione. Richiamo il venditore di giornali, si è allontanato di pochi isolati, sta facendo colazione con un panino imbottito e un caffè nero nel bar più economico di Toyo, uno dei pochi che vende prodotti in moneta nazionale.

– Se rivuoi il tuo peso è tardi. Me lo sono mangiato –, dice.

– No, lascia stare. Ma riprenditi questa merda. Magari la vendi a un turista italiano. Pare che loro siano comunisti.

– Fanno i froci con il culo degli altri.

– Lascia stare i froci. Qui il culo ce lo fanno a noi…

– Ti avevo avvisato.

– Da qui in avanti leggerò solo Palante.

– I fumetti non sono migliori. Spie, traditori, imperialismo…

– Resta la parabola. Ho un amico che ha messo Internet di frodo.

– Attento, guarda che mi finisci sul Granma come servo dell’Impero.

Il vecchietto mi saluta. Ha finito il panino e ha bevuto il caffè. Prosegue verso il centro storico, le copie del Granma sotto braccio, alla ricerca di un turista ciccione in vacanza tra mulatte e cazzate rivoluzionarie. Cuba è in grado di appagare i suoi sogni. “La Sezione d’Interessi degli Stati Uniti è a caccia di giovani come Eliecer Ávila, desiderosi di soldi e protagonismo, ambiziosi che vogliono distruggere la Rivoluzione Cubana. Radio Martí e Diario de Cuba vogliono comprare le persone tramite concorsi. Yoani Sánchez organizza il Festival Clic con il denaro sporco dell’Impero ed è la più pericolosa controrivoluzionaria che vive all’Avana. Stipendiata dalla Cia e dalla Sezione d’Interessi, finanziata sotto forma di premi e collaborazioni giornalistiche”.

Questo è il Granma. Questa è la nostra informazione. Tutto andrebbe bene se non ci fossero gli imperialisti che vogliono distruggere il sogno rivoluzionario. E usano i mezzi peggiori. Persino il dengue e il colera.






Alejandro Torreguitart Ruiz

L’Avana, 12 luglio 2012

Traduzione di Gordiano Lupi
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Messaggioda cocoloco » 18/07/2012, 19:24

cocoloco ha scritto::-D :-D :-D

Alejandro Torreguitart Ruiz
. Un colera mercenario


13 Luglio 2012

Solita vita al palazzo di Toyio, solite pisciate di cani e cristiani nel portone, solite buche sull’asfalto, soliti bambini che gridano e amanti che scopano quando nessuno li vede. Un vecchietto si aggira con le copie del Granma sotto braccio, diffonde la buona novella di una Rivoluzione sempre più solida e forte. Fa caldo e piove all’Avana, ogni giorno di più, le fogne scoppiano, il puzzo ammorba i quartieri popolari, la sporcizia dilaga tra bidoni che riversano a terra il contenuto e spazzini che non fanno il loro dovere. E in mezzo a tutto questo, le notizie si rincorrono, la gente parla, dicono che il colera si stia diffondendo anche all’Avana, che ci siano già stati diversi casi. Ma il governo smentisce. Ci sono troppi turisti di questi tempi a Cuba.

– Amico, mi dai una copia? –, dico al vecchietto.

– A cosa ti serve? Non guardi la televisione? – risponde.

– Poco. Mia madre spenge dopo la novela anche se mio padre litiga per vedere il notiziario. Dice che è stanca di sentire le solite balle…

– E tu no?

– Sì, certo. Sono stanco pure io, ma è meno tempo che le sento.

– Se vuoi il Granma dammi un peso, amico.

Pago e prendo la mia copia. Il vecchietto prosegue allibito. Sputa per terra e mi saluta, pensa che devo essere matto. Non ha fatto un affare. Compra a pochi centavos le copie del Granma per rivenderle ai turisti che sono più generosi, pagano quei quattro fogli sgualciti persino un peso convertibile. Si portano via le copie del Granma come se fossero un cimelio rivoluzionario, l’ultimo bollettino di guerra emanato dalla riserva comunista. Il Granma è un periodico senza incertezze, non coltiva il germe del dubbio, non vacilla di fronte al dovere, per i giornalisti di regime tutto è bianco o nero, non esistono mezze misure. Il colera? Una menzogna capitalista, un attacco dell’impero, una macchinazione coltivata da pericolosi mercenari.

Leggo l’articolo che m’interessa, un dispaccio governativo firmato Percy F. Alvarado Godoy, intitolato Guerra mediatica contro Cuba. Gli scrittori Lina de Feria, Reina María Rodríguez, Desiderio Navarro, Víctor Fowler e Daniel Díaz Mantilla, sarebbero agenti del nemico, aggressori della sicurezza rivoluzionaria, colpevoli di aver sostenuto che un’epidemia di colera potrebbe recare danni al paese, se non controllata in tempo dal Ministero della Sanità. Gli scrittori imperialisti hanno osato affermare che il vibrione proviene da Haiti, dove i nostri eroici medici rivoluzionari si sono recati a combattere l’epidemia, cosa impossibile perché è risaputo quanto il fervore internazionalista sia un’arma possente contro ogni tipo di infezione. Un vero rivoluzionario in lotta contro il nemico non si ammala, non si ammala mai, è immune da ogni tipo di contagio. Tu pensa che chi ha scritto l’articolo è Alvarado Godoy, una spia della Sicurezza di Stato infiltrata per oltre vent’anni a Miami nella Fondazione Cubano-Americana. Un tipo di cui fidarsi, non c’è che dire. Un uomo che trasmette sicurezza. Un giornalista sopraffino. Il Granma ribadisce il concetto dei dissidenti pagati dall’Impero, di Obama che impiega fondi per costruire la democrazia a Cuba, che paga gli intellettuali cubani e i blogger indipendenti tramite la Sezione di Interessi degli Stati Uniti all’Avana, organo costituito al solo scopo di screditare il governo. Mi chiedo perché non la facciano chiudere, allora. Mi domando perché - nonostante sia il rifugio di pericolosi controrivoluzionari - continui a svolgere le sue funzioni. Misteri del castrismo. Un nemico serve, forse. Meglio un nemico da incolpare che raccontare la verità. E allora vai con il tango dei controrivoluzionari pagati dalla Cia, sia Omni Zona Franca che il Festival di Poesia Senza Fine, ma soprattutto Yoani Sánchez, Guillermo Fariñas, le Dame in Bianco, tutti nel libro paga statunitense, stipendiati per dire il falso, per sobillare il popolo contro un governo giusto e rivoluzionario.

Non occorre leggere altro. Aveva ragione il vecchietto. Le menzogne come sistema di governo. Certo che ci considerano proprio scemi. Nel 1959, per molto meno abbiamo fatto una Rivoluzione. Richiamo il venditore di giornali, si è allontanato di pochi isolati, sta facendo colazione con un panino imbottito e un caffè nero nel bar più economico di Toyo, uno dei pochi che vende prodotti in moneta nazionale.

– Se rivuoi il tuo peso è tardi. Me lo sono mangiato –, dice.

– No, lascia stare. Ma riprenditi questa merda. Magari la vendi a un turista italiano. Pare che loro siano comunisti.

– Fanno i froci con il culo degli altri.

– Lascia stare i froci. Qui il culo ce lo fanno a noi…

– Ti avevo avvisato.

– Da qui in avanti leggerò solo Palante.

– I fumetti non sono migliori. Spie, traditori, imperialismo…

– Resta la parabola. Ho un amico che ha messo Internet di frodo.

– Attento, guarda che mi finisci sul Granma come servo dell’Impero.

Il vecchietto mi saluta. Ha finito il panino e ha bevuto il caffè. Prosegue verso il centro storico, le copie del Granma sotto braccio, alla ricerca di un turista ciccione in vacanza tra mulatte e cazzate rivoluzionarie. Cuba è in grado di appagare i suoi sogni. “La Sezione d’Interessi degli Stati Uniti è a caccia di giovani come Eliecer Ávila, desiderosi di soldi e protagonismo, ambiziosi che vogliono distruggere la Rivoluzione Cubana. Radio Martí e Diario de Cuba vogliono comprare le persone tramite concorsi. Yoani Sánchez organizza il Festival Clic con il denaro sporco dell’Impero ed è la più pericolosa controrivoluzionaria che vive all’Avana. Stipendiata dalla Cia e dalla Sezione d’Interessi, finanziata sotto forma di premi e collaborazioni giornalistiche”.

Questo è il Granma. Questa è la nostra informazione. Tutto andrebbe bene se non ci fossero gli imperialisti che vogliono distruggere il sogno rivoluzionario. E usano i mezzi peggiori. Persino il dengue e il colera.







Alejandro Torreguitart Ruiz

L’Avana, 12 luglio 2012

Traduzione di Gordiano Lupi


:-D


È sempre un piacere “rincontrare” il simpaticone di Torreguitart. Sarebbe però l’ora che ci si aggiornasse un po’: sembra sempre di più – come evidente da tempo – che non viva all’Avana come – crede – di farci credere!
Il tuo palazzo, Torreguitart, è di Toyo, non di Toyio. Ma, niente da dire: l’“i” è accanto della “o” nelle tastiere, e perciò… Infatti io d’adesso in poi scriverò Palwermo. Niente da dire!
In merito agli aggiornamenti ti devo dire che il Granma, “sottomano”, è aumentato da prezzo da molto e da tempo non ha più 4 pagine. In ogni caso, il nazionale che lo paga 5 o 10 volta il suo prezzo o lo straniero a 125 o 250 suo prezzo sembrano in qualche modo interessati. Niente da dire!

Leonardo Mesa
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Messaggioda cocoloco » 22/07/2012, 8:56

Alejandro Torreguitart Ruiz. Tempo di elezioni

...e si che Alejandro, come sicuramente tutti i cubani, di Pinocchio e Fata Turchina ne ha una grande cultura :-D :-D


21 Luglio 2012

Tempo di elezioni a Cuba. Che bello! Ho letto sul Granma che il Consiglio di Stato ha invitato la popolazione a partecipare alla nomina dei delegati municipali e provinciali, ma pure dei deputati nazionali. Troppo lusso. Cuba è democratica, dicono i comunisti di tutto il mondo. Lo dice anche mio padre, che da quando Raúl ha rispolverato la guayabera come divisa d’ordinanza se ne va in giro tutti i giorni con quel camicione bianco. Inutile dirgli che c’ha la pancia e non gli sta bene. Ordine di Raúl. E lui esegue. Lo dice anche mia madre, che quando soffre di stomaco, manda giù infusi di moringa che non ti dico. Grande Fidel, come racconti tu le cazzate non le racconta nessuno. Ci mancherai. Davvero.

Allora, dicevamo che secondo il Granma, ma anche secondo la televisione nazionale (Tele Rebelde o Cubavision fa lo stesso) e pure secondo i miei vecchi, a Cuba ci sono le elezioni. Il popolo nomina i suoi rappresentanti. E lo fa ogni cinque anni, come un paese normale, anche se qui siamo a Cuba, l’ultima riserva comunista, il serraglio caraibico d’una specie in estinzione. Rinnoviamo il Poder Popular (Parlamento, ndt) e il Consiglio di Stato. Basta avere 16 anni per votare e per essere eletti. Certo, non possono partecipare gli incapaci d’intendere e di volere, i carcerati, neppure le persone agli arresti domiciliari. Siamo tanti noi elettori cubani, partecipiamo in massa, felici e gioiosi di svolgere un esercizio democratico, iscritti nel registro del Ministro degli Interni come elettorato, volenti o nolenti. Ci iscrivono loro, così risparmiamo la fatica. E nelle ultime elezioni, secondo le statistiche del Granma, di solito attendibile come Pinocchio quando racconta le storie alla Fata Turchina , ma in questo caso bisogna crederci, avrebbero partecipato il 95,9% degli aventi diritto al voto, calcolati in 8 milioni e 562 mila elettori. Roba che la Bulgaria anni Settanta ci fa un baffo e la Romania del bel tempo andato ce la mangiamo a colazione.

Sono belle le nostre elezioni, tutto è già deciso, non c’è da pensare, basta dire sì e promuovere un elenco preconfezionato di candidati. Tutti del solito partito, è chiaro, a cosa servono gli altri? I dissidenti sono pagati dalla Cia, mica li vorrete mandare in Parlamento? E allora via con la farsa, ascoltiamo il velinaro di turno, il Randy Alonso dei miei stivali, quando dice che prima si eleggeranno i delegati municipali, proposti direttamente dai cittadini, ed è pure vero, solo che le proposte si fanno durante le riunioni dei CDR, tu provati a nominare uno che non sia della loro razza e vedrai cosa accade. Una volta eletti i delegati municipali si eleggeranno i Deputati Nazionali e i Delegati Provinciali, un migliaio di persone che se la passeranno bene, tutta gente pagata per fare la spia e per controllare i poveri cristi come noi che fatichiamo a mettere insieme il pranzo con la cena. Mio padre, che crede a queste elezioni e partecipa davvero, convinto che servano a qualcosa, lo sa bene che i candidati sono proposti dal sindacato, dai Comitati di Difesa della Rivoluzione, dalla Federazione delle Donne Cubane, dall’Associazione Nazionale Piccoli Agricoltori, dalla Federazione Studentesca Universitaria e dalla Federazione Studenti della Scuola Media. Manco a dirlo, tutte organizzazioni del Partito Comunista Cubano, anche se - per somma presa di culo - il Partito Comunista non partecipa alle elezioni. Come dire che gli Industriales non partecipano al campionato nazionale di baseball, ma ci iscrivono tutti i loro giocatori. Ma ci avete preso per scemi? Pensate che ci siamo bevuti il cervello? Io bevo rum della peggiore qualità, amico che leggi il telegiornale senza vergognarti, ma so distinguere il grano dalla crusca. E allora le cazzate raccontale a mio padre che ci crede e a mia madre che forse finge, non vuole grane, ma non a me che da tempo ho aperto gli occhi sulla merda che ci circonda.

Queste elezioni meriterebbero una rivolta stile Primavera Araba, ma qui non gliene importa una mazza a nessuno, basta che arrivino i soldi dai vermi di Miami o da qualche altro verme sparso per il mondo. Viviamo di elemosina, di quel che arriva dall’altro capo del canale, facciamo quel che ci dicono, da sempre, zitti come topi, lontani mille miglia dall’esempio di José Martí. Siamo cubani. Non diteci di lavorare troppo. È fatica. Non diteci di ribellarci. Siamo di indole mite. Piuttosto scappiamo e sogniamo di ritornare. Nonostante un governo di merda. Nonostante la dittatura. Basta trovare il modo per riempire la pancia e non occuparsi di politica, in fondo. Ci chiede così poco, il nostro amato regime. In fondo basta non pensare e va tutto bene. Teniamoci queste elezioni, allora, che tutti sanno già come andranno a finire, tra percentuali esorbitanti di elettori, candidati eletti secondo il volere del partito, Raúl Castro ancora Presidente del Consiglio di Stato, per diritto divino e per discendenza di sangue. Con buona pace delle elezioni. E allora questa volta lasciatemi in pace, signori del CDR che venite la mattina presto a scassarmi i coglioni perché vada a votare. Lasciatemi in pace e accontentatevi di mio padre e mia madre. Voglio far parte - una volta tanto - di quel 4,1% che non andrà a votare preferendo farsi un’allegra frittura di cazzi suoi. Alla faccia del Granma, di Randy Alonso e pure delle statistiche, guarda.






Alejandro Torreguitart Ruiz

L’Avana, 20 luglio 2012

Traduzione di Gordiano Lupi
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Messaggioda cocoloco » 29/07/2012, 11:47

"non lo voglio sapere come si sono svolti i fatti...non mi interessa..." :wink: :-D


29 Luglio 2012 - Alejandro Torreguitart Ruiz traduzione di Gordiano Lupi :-D



Non so se mi fanno più rabbia gli uomini di governo che non dicono una parola sulla morte di Oswaldo Payá o certi dissidenti che saltano sul carro della strumentalizzazione di un evento luttuoso. Non lo so davvero. Sono un cane sciolto, questa è la mia natura. Dico quel che penso.

Oswaldo Payá era un grande, questa è la sola cosa che mi sento di dire, adesso. Un uomo che ci mancherà parecchio per il suo equilibrio, ché ad arruffare i popoli son buoni tutti, ma la diplomazia è un’arte che non s’impara mica, bisogna esserci portati. Lui era nato dissidente, quando ancora non andava di moda, cattolico sin dai tempi che si finiva nelle UMAP per il fatto di andare a messa, mica come oggi che Chiesa e Stato vanno a braccetto e trattano sulla liberazione dei prigionieri politici. Per questo dico che non lo voglio sapere come si sono svolti i fatti, com’è avvenuto l’incidente, tanto resterà sempre il germe del dubbio a condizionare le nostre vite. So soltanto che è morto, tanto mi basta, che una maledetta strada di Bayamao se l’è portato via, che un’auto impazzita è uscita di strada perché il conducente ha perso il controllo. Non m’interessa se lo seguiva la polizia, se c’era un camion che lo tamponava, se l’hanno voluto ammazzare per mettere a tacere una voce importante.

No, conta solo che Oswaldo Payá non è più tra noi, ma le sue idee restano, non ce le possono togliere, ed è per quelle che dobbiamo lottare, un giorno dopo l’altro, in suo onore.

Il Progetto Varela è stata la sua creazione più importante, grande Payá che li costringesti a cambiare la Costituzione, a scrivere che la forma di Stato socialista era irrevocabile. Ottenesti solo repressione, Primavera Nera, dissidenti in galera, ma il referendum per una Cuba democratica e inclusiva lo presentasti, il mondo s’interessò a questo disgraziato scoglio caraibico, riserva zoologica di comunisti, un sacco di giornalisti persero l’accredito governativo soltanto per aver osato intervistarti. Niente di quel che volevi si è avverato. Cuba non è democratica, i diritti umani sono calpestati e ridicolizzati, abbiamo un Presidente della Repubblica che afferma senza vergogna: “Tutte queste storie di cui ci parlano, questi racconti sulla democrazia, sui diritti umani, tutte queste invenzioni sul nostro conto che da anni ci ripetono…”. Approfitta della nostra pazienza infinita, Speedy Gonzales, ma un giorno o l’altro la pentola sotto pressione potrebbe esplodere. Abbiamo perso troppe occasioni nel nostro Paese. Adesso ci resta l’eredità di Oswaldo Payá, quel Progetto Heredia che si proponeva di unire i cubani sparsi per il mondo, di eliminare anche a Cuba gli ostacoli alla libera circolazione delle persone.

Tu pensa che mondo sarebbe se uno potesse acquistare un biglietto aereo e partire, soldi e passaporto in tasca, senza chiedere il permesso a nessuno.
Ci sembrerebbe quasi di vivere in un Paese normale…
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Messaggioda cocoloco » 29/07/2012, 11:58

cocoloco ha scritto:"non lo voglio sapere come si sono svolti i fatti...non mi interessa..." :wink: :-D


29 Luglio 2012 - Alejandro Torreguitart Ruiz traduzione di Gordiano Lupi :-D



Non so se mi fanno più rabbia gli uomini di governo che non dicono una parola sulla morte di Oswaldo Payá o certi dissidenti che saltano sul carro della strumentalizzazione di un evento luttuoso. Non lo so davvero. Sono un cane sciolto, questa è la mia natura. Dico quel che penso.

Oswaldo Payá era un grande, questa è la sola cosa che mi sento di dire, adesso. Un uomo che ci mancherà parecchio per il suo equilibrio, ché ad arruffare i popoli son buoni tutti, ma la diplomazia è un’arte che non s’impara mica, bisogna esserci portati. Lui era nato dissidente, quando ancora non andava di moda, cattolico sin dai tempi che si finiva nelle UMAP per il fatto di andare a messa, mica come oggi che Chiesa e Stato vanno a braccetto e trattano sulla liberazione dei prigionieri politici. Per questo dico che non lo voglio sapere come si sono svolti i fatti, com’è avvenuto l’incidente, tanto resterà sempre il germe del dubbio a condizionare le nostre vite. So soltanto che è morto, tanto mi basta, che una maledetta strada di Bayamao se l’è portato via, che un’auto impazzita è uscita di strada perché il conducente ha perso il controllo. Non m’interessa se lo seguiva la polizia, se c’era un camion che lo tamponava, se l’hanno voluto ammazzare per mettere a tacere una voce importante.

No, conta solo che Oswaldo Payá non è più tra noi, ma le sue idee restano, non ce le possono togliere, ed è per quelle che dobbiamo lottare, un giorno dopo l’altro, in suo onore.

Il Progetto Varela è stata la sua creazione più importante, grande Payá che li costringesti a cambiare la Costituzione, a scrivere che la forma di Stato socialista era irrevocabile. Ottenesti solo repressione, Primavera Nera, dissidenti in galera, ma il referendum per una Cuba democratica e inclusiva lo presentasti, il mondo s’interessò a questo disgraziato scoglio caraibico, riserva zoologica di comunisti, un sacco di giornalisti persero l’accredito governativo soltanto per aver osato intervistarti. Niente di quel che volevi si è avverato. Cuba non è democratica, i diritti umani sono calpestati e ridicolizzati, abbiamo un Presidente della Repubblica che afferma senza vergogna: “Tutte queste storie di cui ci parlano, questi racconti sulla democrazia, sui diritti umani, tutte queste invenzioni sul nostro conto che da anni ci ripetono…”. Approfitta della nostra pazienza infinita, Speedy Gonzales, ma un giorno o l’altro la pentola sotto pressione potrebbe esplodere. Abbiamo perso troppe occasioni nel nostro Paese. Adesso ci resta l’eredità di Oswaldo Payá, quel Progetto Heredia che si proponeva di unire i cubani sparsi per il mondo, di eliminare anche a Cuba gli ostacoli alla libera circolazione delle persone.

Tu pensa che mondo sarebbe se uno potesse acquistare un biglietto aereo e partire, soldi e passaporto in tasca, senza chiedere il permesso a nessuno.
Ci sembrerebbe quasi di vivere in un Paese normale…




28 Luglio 2012 - Alejandro Torreguitart Ruiz traduzione di Gordiano Lupi :-D

Mattina frenetica in casa mia...

– Babbo, tu sei contento di dover campare portando turisti a giro per L’Avana?, – chiedo.

– La situazione è questa, – risponde.

– Non parlare come Raúl, adesso. Ho chiesto la tua opinione. Sei un medico, non dovresti fare soltanto il medico per campare?

– Noi siamo rivoluzionari prima che medici.


chissà se al Babbo interessa sapere di turisti che portano in giro cubani provocandone la morte? :roll: :(

Prova a chiederglielo... Alejandro 8) :wink:
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Messaggioda Anubi » 29/07/2012, 19:49

cocoloco ha scritto::-D

Alejandro Torreguitart Ruiz. Un colera mercenario

........................................Gli scrittori imperialisti hanno osato affermare che il vibrione proviene da Haiti, dove i nostri eroici medici rivoluzionari si sono recati a combattere l’epidemia, cosa impossibile perché è risaputo quanto il fervore internazionalista sia un’arma possente contro ogni tipo di infezione. Un vero rivoluzionario in lotta contro il nemico non si ammala, non si ammala mai, è immune da ogni tipo di contagio.
...................................................

Documenti ufficiali dell'OMS certificano che il ceppo del vibrione di Manzanillo è sierotipo 0-1 Ogawa, lo stesso dell'epidemia del 2010 di Haiti, epidemia ancora controllata dall'OMS con bolletini periodici.

Ricordo che il ceppo 0-1 Ogawa è endemico del Sud Est asiatico, come si legge nei documenti OMS.

Qui sotto due di questi che riportano il riferimento del tipo di vibrione trovato a Manzanillo e quello di Haiti del 2010.

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