La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

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La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

Messaggioda carlo » 21/07/2018, 15:27

La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

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La domanda? Continua a esserci, ma dopo il boom degli ultimi anni l’estate 2018 è destinata inevitabilmente a segnare per Cuba un punto di svolta. L’allarme del resto, lo aveva già dato il direttore marketing del ministero del Turismo, Michel Bernal, a fine maggio. «Nel primo trimestre dell’anno, il numero di arrivi internazionali è diminuito del 7% rispetto allo scorso anno». Raggiungere l’obiettivo dei 5 milioni di turisti internazionali fissato per il 2018, quindi, si fa mese dopo mese più difficile, dopo che nel 2017 l’incoming cubano aveva registrato il record di sempre: 4.689.898 viaggiatori provenienti dall’estero (+16,2% rispetto al 2016).

La colpa, stando alle autorità dell’Isla Grande, sarebbe da ricercare nella paura che gli stranieri avrebbero di trovare un Paese ancora danneggiato dopo il passaggio dell’uragano Irma avvenuto lo scorso settembre, a cui si sono aggiunte le restrizioni imposte ai cittadini Usa dall’amministrazione Trump (dall’ottobre dello scorso anno, i turisti americani non possono visitare Cuba se non all’interno di tour e pacchetti organizzati da t.o. statunitensi).

Risultato: dopo essere triplicati nel 2017, quando circa 1 milione e mezzo di cittadini americani (e cubani residenti negli Usa) sono arrivati a Cuba (+191% rispetto al 2016)), i turisti a stelle e strisce hanno incominciato a calare. «Stiamo continuando a investire sui nostri mercati storici (il Canada è al primo posto, ad esempio), come Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia», assicurava Bernal.

Ma, almeno per lo Stivale, i risultati sperati non sono arrivati. Se già a metà giugno, in una lettera aperta inviata alle agenzie di viaggi, tre operatori del calibro di Alpitour, Eden e Veratour avevano annunciato di unire le forze sull’Hotel Sol Club Cayo Largo (per tutta l’estate la struttura opererà in formula all inclusive con programmi di intrattenimento e animazione firmati congiuntamente da Eden Viaggi, Bravo Club e Veraclub), la conferma che qualcosa non va come gli ultimi anni è arrivata pochi giorni fa direttamente dalla bocca del management del Gruppo torinese.

«Purtroppo Cuba non sta dando i risultati sperati. Ma siamo convinti che tornerà, si tratta dei normali cicli di mercato», avevano detto sia Pier Ezhaya che Alessandro Seghi. Colpa, secondo un esperto della destinazione caraibica come il vice presidente sales di Blue Panorama Remo Della Porta, di una «polverizzazione della domanda, anche se dall’inizio di luglio i riempimenti erano buoni, superiori all’85%. È comunque una destinazione che piace agli italiani, dove non vi è più solo richiesta per la tipica vacanza da villaggio turistico».

E se flessione c’è stata, a non risentirne è stato il mercato delle crociere. Ad oggi sono quasi 700 gli itinerari che toccano uno dei porti dell’isola (da L’Havana a Cienfuegos e Santiago de Cuba), in attesa che entro il 2024 il porto della capitale porti da due a sei i moli di attracco del terminal crocieristico. Così, diceva a maggio il ministro del Turismo Manuel Marrero Cruz, i passeggeri che nel 2017 avevano sfiorato le 400mila unità, potranno passare già alla fine del 2018 a 700mila.
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Re: La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

Messaggioda carlo » 21/07/2018, 15:38

carlo ha scritto:La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

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La domanda? Continua a esserci, ma dopo il boom degli ultimi anni l’estate 2018 è destinata inevitabilmente a segnare per Cuba un punto di svolta. L’allarme del resto, lo aveva già dato il direttore marketing del ministero del Turismo, Michel Bernal, a fine maggio. «Nel primo trimestre dell’anno, il numero di arrivi internazionali è diminuito del 7% rispetto allo scorso anno». Raggiungere l’obiettivo dei 5 milioni di turisti internazionali fissato per il 2018, quindi, si fa mese dopo mese più difficile, dopo che nel 2017 l’incoming cubano aveva registrato il record di sempre: 4.689.898 viaggiatori provenienti dall’estero (+16,2% rispetto al 2016).

La colpa, stando alle autorità dell’Isla Grande, sarebbe da ricercare nella paura che gli stranieri avrebbero di trovare un Paese ancora danneggiato dopo il passaggio dell’uragano Irma avvenuto lo scorso settembre, a cui si sono aggiunte le restrizioni imposte ai cittadini Usa dall’amministrazione Trump (dall’ottobre dello scorso anno, i turisti americani non possono visitare Cuba se non all’interno di tour e pacchetti organizzati da t.o. statunitensi).

Risultato: dopo essere triplicati nel 2017, quando circa 1 milione e mezzo di cittadini americani (e cubani residenti negli Usa) sono arrivati a Cuba (+191% rispetto al 2016)), i turisti a stelle e strisce hanno incominciato a calare. «Stiamo continuando a investire sui nostri mercati storici (il Canada è al primo posto, ad esempio), come Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia», assicurava Bernal.

Ma, almeno per lo Stivale, i risultati sperati non sono arrivati. Se già a metà giugno, in una lettera aperta inviata alle agenzie di viaggi, tre operatori del calibro di Alpitour, Eden e Veratour avevano annunciato di unire le forze sull’Hotel Sol Club Cayo Largo (per tutta l’estate la struttura opererà in formula all inclusive con programmi di intrattenimento e animazione firmati congiuntamente da Eden Viaggi, Bravo Club e Veraclub), la conferma che qualcosa non va come gli ultimi anni è arrivata pochi giorni fa direttamente dalla bocca del management del Gruppo torinese.

«Purtroppo Cuba non sta dando i risultati sperati. Ma siamo convinti che tornerà, si tratta dei normali cicli di mercato», avevano detto sia Pier Ezhaya che Alessandro Seghi. Colpa, secondo un esperto della destinazione caraibica come il vice presidente sales di Blue Panorama Remo Della Porta, di una «polverizzazione della domanda, anche se dall’inizio di luglio i riempimenti erano buoni, superiori all’85%. È comunque una destinazione che piace agli italiani, dove non vi è più solo richiesta per la tipica vacanza da villaggio turistico».

E se flessione c’è stata, a non risentirne è stato il mercato delle crociere. Ad oggi sono quasi 700 gli itinerari che toccano uno dei porti dell’isola (da L’Havana a Cienfuegos e Santiago de Cuba), in attesa che entro il 2024 il porto della capitale porti da due a sei i moli di attracco del terminal crocieristico. Così, diceva a maggio il ministro del Turismo Manuel Marrero Cruz, i passeggeri che nel 2017 avevano sfiorato le 400mila unità, potranno passare già alla fine del 2018 a 700mila.



Ergo...i 5 milioni di turisti quest'anno li vedono con il binocolo,cuba oramai non va piu di moda,quel "vado a cuba prima che tutto cambi" e' stata la classica sbornia di chi cuba la vedeva solo in tv;gli americani viaggiano tra il -30 e il -40%,gli italiani sono a -15%,l'unico che cresce e' il mercato crocieristico che storicamente spende quasi niente quando scende dalla nave.
Credo che questi dati il regime li conosca bene e non ha caso ha scelto di ritornare a rilasciare license per affittacamere e ristoranti,cosi da avere un ritorno economico in tasse cosi da compensare il calo delle entrate .
Personalmente in fondo un po' di contentezza la provo,credo che noi vecchi camajan per un po' torneremo di moda..... ::fuma
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Re: La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

Messaggioda tazzina » 21/07/2018, 21:08

carlo ha scritto:
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La domanda? Continua a esserci, ma dopo il boom degli ultimi anni l’estate 2018 è destinata inevitabilmente a segnare per Cuba un punto di svolta. L’allarme del resto, lo aveva già dato il direttore marketing del ministero del Turismo, Michel Bernal, a fine maggio. «Nel primo trimestre dell’anno, il numero di arrivi internazionali è diminuito del 7% rispetto allo scorso anno». Raggiungere l’obiettivo dei 5 milioni di turisti internazionali fissato per il 2018, quindi, si fa mese dopo mese più difficile, dopo che nel 2017 l’incoming cubano aveva registrato il record di sempre: 4.689.898 viaggiatori provenienti dall’estero (+16,2% rispetto al 2016).

La colpa, stando alle autorità dell’Isla Grande, sarebbe da ricercare nella paura che gli stranieri avrebbero di trovare un Paese ancora danneggiato dopo il passaggio dell’uragano Irma avvenuto lo scorso settembre, a cui si sono aggiunte le restrizioni imposte ai cittadini Usa dall’amministrazione Trump (dall’ottobre dello scorso anno, i turisti americani non possono visitare Cuba se non all’interno di tour e pacchetti organizzati da t.o. statunitensi).

Risultato: dopo essere triplicati nel 2017, quando circa 1 milione e mezzo di cittadini americani (e cubani residenti negli Usa) sono arrivati a Cuba (+191% rispetto al 2016)), i turisti a stelle e strisce hanno incominciato a calare. «Stiamo continuando a investire sui nostri mercati storici (il Canada è al primo posto, ad esempio), come Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia», assicurava Bernal.

Ma, almeno per lo Stivale, i risultati sperati non sono arrivati. Se già a metà giugno, in una lettera aperta inviata alle agenzie di viaggi, tre operatori del calibro di Alpitour, Eden e Veratour avevano annunciato di unire le forze sull’Hotel Sol Club Cayo Largo (per tutta l’estate la struttura opererà in formula all inclusive con programmi di intrattenimento e animazione firmati congiuntamente da Eden Viaggi, Bravo Club e Veraclub), la conferma che qualcosa non va come gli ultimi anni è arrivata pochi giorni fa direttamente dalla bocca del management del Gruppo torinese.

«Purtroppo Cuba non sta dando i risultati sperati. Ma siamo convinti che tornerà, si tratta dei normali cicli di mercato», avevano detto sia Pier Ezhaya che Alessandro Seghi. Colpa, secondo un esperto della destinazione caraibica come il vice presidente sales di Blue Panorama Remo Della Porta, di una «polverizzazione della domanda, anche se dall’inizio di luglio i riempimenti erano buoni, superiori all’85%. È comunque una destinazione che piace agli italiani, dove non vi è più solo richiesta per la tipica vacanza da villaggio turistico».

E se flessione c’è stata, a non risentirne è stato il mercato delle crociere. Ad oggi sono quasi 700 gli itinerari che toccano uno dei porti dell’isola (da L’Havana a Cienfuegos e Santiago de Cuba), in attesa che entro il 2024 il porto della capitale porti da due a sei i moli di attracco del terminal crocieristico. Così, diceva a maggio il ministro del Turismo Manuel Marrero Cruz, i passeggeri che nel 2017 avevano sfiorato le 400mila unità, potranno passare già alla fine del 2018 a 700mila.



Ergo...i 5 milioni di turisti quest'anno li vedono con il binocolo,cuba oramai non va piu di moda,quel "vado a cuba prima che tutto cambi" e' stata la classica sbornia di chi cuba la vedeva solo in tv;gli americani viaggiano tra il -30 e il -40%,gli italiani sono a -15%,l'unico che cresce e' il mercato crocieristico che storicamente spende quasi niente quando scende dalla nave.
Credo che questi dati il regime li conosca bene e non ha caso ha scelto di ritornare a rilasciare license per affittacamere e ristoranti,cosi da avere un ritorno economico in tasse cosi da compensare il calo delle entrate .
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Per come la vedo io gli italiani non vanno a Cuba xche' è diventata troppo cara, il volo costa un botto (se non puoi andare fuori stagione) e anche le case particular hanno aumentato i prezzi per non parlare poi dei generi alimentari xche' se vuoi farti un piatto di pasta italiana ti devi svenare. Insomma nel mondo ci sono altre destinazioni molto meno care della isla
Tu non eres mi mundo....pero eres lo que mas quiero en el mundo.....
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Re: La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

Messaggioda carlo » 22/07/2018, 17:04

tazzina ha scritto:
carlo ha scritto:
carlo ha scritto:La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

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La domanda? Continua a esserci, ma dopo il boom degli ultimi anni l’estate 2018 è destinata inevitabilmente a segnare per Cuba un punto di svolta. L’allarme del resto, lo aveva già dato il direttore marketing del ministero del Turismo, Michel Bernal, a fine maggio. «Nel primo trimestre dell’anno, il numero di arrivi internazionali è diminuito del 7% rispetto allo scorso anno». Raggiungere l’obiettivo dei 5 milioni di turisti internazionali fissato per il 2018, quindi, si fa mese dopo mese più difficile, dopo che nel 2017 l’incoming cubano aveva registrato il record di sempre: 4.689.898 viaggiatori provenienti dall’estero (+16,2% rispetto al 2016).

La colpa, stando alle autorità dell’Isla Grande, sarebbe da ricercare nella paura che gli stranieri avrebbero di trovare un Paese ancora danneggiato dopo il passaggio dell’uragano Irma avvenuto lo scorso settembre, a cui si sono aggiunte le restrizioni imposte ai cittadini Usa dall’amministrazione Trump (dall’ottobre dello scorso anno, i turisti americani non possono visitare Cuba se non all’interno di tour e pacchetti organizzati da t.o. statunitensi).

Risultato: dopo essere triplicati nel 2017, quando circa 1 milione e mezzo di cittadini americani (e cubani residenti negli Usa) sono arrivati a Cuba (+191% rispetto al 2016)), i turisti a stelle e strisce hanno incominciato a calare. «Stiamo continuando a investire sui nostri mercati storici (il Canada è al primo posto, ad esempio), come Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia», assicurava Bernal.

Ma, almeno per lo Stivale, i risultati sperati non sono arrivati. Se già a metà giugno, in una lettera aperta inviata alle agenzie di viaggi, tre operatori del calibro di Alpitour, Eden e Veratour avevano annunciato di unire le forze sull’Hotel Sol Club Cayo Largo (per tutta l’estate la struttura opererà in formula all inclusive con programmi di intrattenimento e animazione firmati congiuntamente da Eden Viaggi, Bravo Club e Veraclub), la conferma che qualcosa non va come gli ultimi anni è arrivata pochi giorni fa direttamente dalla bocca del management del Gruppo torinese.

«Purtroppo Cuba non sta dando i risultati sperati. Ma siamo convinti che tornerà, si tratta dei normali cicli di mercato», avevano detto sia Pier Ezhaya che Alessandro Seghi. Colpa, secondo un esperto della destinazione caraibica come il vice presidente sales di Blue Panorama Remo Della Porta, di una «polverizzazione della domanda, anche se dall’inizio di luglio i riempimenti erano buoni, superiori all’85%. È comunque una destinazione che piace agli italiani, dove non vi è più solo richiesta per la tipica vacanza da villaggio turistico».

E se flessione c’è stata, a non risentirne è stato il mercato delle crociere. Ad oggi sono quasi 700 gli itinerari che toccano uno dei porti dell’isola (da L’Havana a Cienfuegos e Santiago de Cuba), in attesa che entro il 2024 il porto della capitale porti da due a sei i moli di attracco del terminal crocieristico. Così, diceva a maggio il ministro del Turismo Manuel Marrero Cruz, i passeggeri che nel 2017 avevano sfiorato le 400mila unità, potranno passare già alla fine del 2018 a 700mila.



Ergo...i 5 milioni di turisti quest'anno li vedono con il binocolo,cuba oramai non va piu di moda,quel "vado a cuba prima che tutto cambi" e' stata la classica sbornia di chi cuba la vedeva solo in tv;gli americani viaggiano tra il -30 e il -40%,gli italiani sono a -15%,l'unico che cresce e' il mercato crocieristico che storicamente spende quasi niente quando scende dalla nave.
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Assolutamente vero quello che scrivi,diciamo che tutto viene messo sul piatto della bilancia...
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Re: La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

Messaggioda HouseCUBA » 23/07/2018, 9:55

Il turista itinerante difficilmente torna una seconda volta

E di certo le strutture ed i servizi attuali fanno comunque poco per far venir voglia di tornare

Un amico é andato a maggio con la sua compagna , gente che guadagna 1200-1500 euro al mese

Il commento:

Mare bello,,ma L’Avana sporca, povera e con ben poco da fare a tutti i livelli (shopping, svaghi, cucina etc) .


Commento di un operaio normalissimo, non gente che la settimana prima era a portò cervo al billionaire

Come dargli torto quando anche i bar più modaioli della città tipo fantaxy bar e mio y tuyo se uno li analizza asetticamente , altrove sarebbero visti come dei postacci (e non parlo di Montecarlo)?

Cucina .. ma quale cucina se si mangiano sempre quelle 3 cose e in due - tre posti una pizza forse decente?

Finché il regime non apre al capitale privato vero, non prevedo grossi miglioramenti
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Re: La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

Messaggioda massimo62 » 23/07/2018, 10:09

tazzina ha scritto:
carlo ha scritto:
carlo ha scritto:La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

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La domanda? Continua a esserci, ma dopo il boom degli ultimi anni l’estate 2018 è destinata inevitabilmente a segnare per Cuba un punto di svolta. L’allarme del resto, lo aveva già dato il direttore marketing del ministero del Turismo, Michel Bernal, a fine maggio. «Nel primo trimestre dell’anno, il numero di arrivi internazionali è diminuito del 7% rispetto allo scorso anno». Raggiungere l’obiettivo dei 5 milioni di turisti internazionali fissato per il 2018, quindi, si fa mese dopo mese più difficile, dopo che nel 2017 l’incoming cubano aveva registrato il record di sempre: 4.689.898 viaggiatori provenienti dall’estero (+16,2% rispetto al 2016).

La colpa, stando alle autorità dell’Isla Grande, sarebbe da ricercare nella paura che gli stranieri avrebbero di trovare un Paese ancora danneggiato dopo il passaggio dell’uragano Irma avvenuto lo scorso settembre, a cui si sono aggiunte le restrizioni imposte ai cittadini Usa dall’amministrazione Trump (dall’ottobre dello scorso anno, i turisti americani non possono visitare Cuba se non all’interno di tour e pacchetti organizzati da t.o. statunitensi).

Risultato: dopo essere triplicati nel 2017, quando circa 1 milione e mezzo di cittadini americani (e cubani residenti negli Usa) sono arrivati a Cuba (+191% rispetto al 2016)), i turisti a stelle e strisce hanno incominciato a calare. «Stiamo continuando a investire sui nostri mercati storici (il Canada è al primo posto, ad esempio), come Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia», assicurava Bernal.

Ma, almeno per lo Stivale, i risultati sperati non sono arrivati. Se già a metà giugno, in una lettera aperta inviata alle agenzie di viaggi, tre operatori del calibro di Alpitour, Eden e Veratour avevano annunciato di unire le forze sull’Hotel Sol Club Cayo Largo (per tutta l’estate la struttura opererà in formula all inclusive con programmi di intrattenimento e animazione firmati congiuntamente da Eden Viaggi, Bravo Club e Veraclub), la conferma che qualcosa non va come gli ultimi anni è arrivata pochi giorni fa direttamente dalla bocca del management del Gruppo torinese.

«Purtroppo Cuba non sta dando i risultati sperati. Ma siamo convinti che tornerà, si tratta dei normali cicli di mercato», avevano detto sia Pier Ezhaya che Alessandro Seghi. Colpa, secondo un esperto della destinazione caraibica come il vice presidente sales di Blue Panorama Remo Della Porta, di una «polverizzazione della domanda, anche se dall’inizio di luglio i riempimenti erano buoni, superiori all’85%. È comunque una destinazione che piace agli italiani, dove non vi è più solo richiesta per la tipica vacanza da villaggio turistico».

E se flessione c’è stata, a non risentirne è stato il mercato delle crociere. Ad oggi sono quasi 700 gli itinerari che toccano uno dei porti dell’isola (da L’Havana a Cienfuegos e Santiago de Cuba), in attesa che entro il 2024 il porto della capitale porti da due a sei i moli di attracco del terminal crocieristico. Così, diceva a maggio il ministro del Turismo Manuel Marrero Cruz, i passeggeri che nel 2017 avevano sfiorato le 400mila unità, potranno passare già alla fine del 2018 a 700mila.



Ergo...i 5 milioni di turisti quest'anno li vedono con il binocolo,cuba oramai non va piu di moda,quel "vado a cuba prima che tutto cambi" e' stata la classica sbornia di chi cuba la vedeva solo in tv;gli americani viaggiano tra il -30 e il -40%,gli italiani sono a -15%,l'unico che cresce e' il mercato crocieristico che storicamente spende quasi niente quando scende dalla nave.
Credo che questi dati il regime li conosca bene e non ha caso ha scelto di ritornare a rilasciare license per affittacamere e ristoranti,cosi da avere un ritorno economico in tasse cosi da compensare il calo delle entrate .
Personalmente in fondo un po' di contentezza la provo,credo che noi vecchi camajan per un po' torneremo di moda..... ::fuma


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Ciao tazzina :smt006 ......... concordo con il tuo pensiero
....... Circa 10.000 km di distanza da Roma, ma la sensazione quando mi trovo a La Habana è di stare "a casa" ........ :-)
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Re: La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

Messaggioda beboroma » 23/07/2018, 12:27

Hola gente,

che il turismo a Cuba e' diminuito non ci piove, ho diverse conoscenze nell'ambito hotelero grazie in particolare alla mia compagna ex dipendente del Rio de Oro e da diverse parti arrivano voci di scarsa presenza di turisti in particolare canadesi, al momento si reggono sulla presenza di molti cubani e ovviamente per chi sa come funziona in queste occasioni l'ospitalita' degli hotel lascia molto a desiderare notizie recenti dal Pesquero3 (hotel 5 stelle a playa Pesquero) dicono presenza prevalente di cubani e qualita' del servizio scadente, continuo a domandarmi come tanti di questi cubani che si presentano anche con famiglia numerosa riescono a pagare un hotel 5 stelle, per me rimane un mistero, entrate estere, capitani di hotel a cui viene offerto un soggiorno, cuentapropistas, tassinari, ma qui si parla di centinaia di persone...

Comunque si continua ad investire in hotel nella parte orientale stanno terminando El Faro un hotel 5 stelle super, Antilla a pochj km da Banes stanno ampliando il porto e costruendo un hotel, giusto per citarne alcuni.
Evidentemente la loro palla di vetro ha previsto un buon incremento di turisti stranieri
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Re: La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

Messaggioda ciudadhabana » 23/07/2018, 12:30

carlo ha scritto:Ergo...i 5 milioni di turisti quest'anno li vedono con il binocolo,cuba oramai non va piu di moda,quel "vado a cuba prima che tutto cambi" e' stata la classica sbornia di chi cuba la vedeva solo in tv;gli americani viaggiano tra il -30 e il -40%,gli italiani sono a -15%,l'unico che cresce e' il mercato crocieristico che storicamente spende quasi niente quando scende dalla nave.
Credo che questi dati il regime li conosca bene e non ha caso ha scelto di ritornare a rilasciare license per affittacamere e ristoranti,cosi da avere un ritorno economico in tasse cosi da compensare il calo delle entrate .
Personalmente in fondo un po' di contentezza la provo,credo che noi vecchi camajan per un po' torneremo di moda..... ::fuma

Dubito che si possa tornare indietro.
Secondo me, a Cuba (ed in particolare a La Habana)... "chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato... scurdammece 'o passato..." ::fuma
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Re: La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

Messaggioda vivereacuba » 23/07/2018, 13:39

Io quest'anno sono stato in Guatemala e Belize. La mia compagna spingeva per andare a Cuba, ma mi sono rifiutato: sarebbe stata una sofferenza per me.

Il Guatemala bello, bello proprio. Paesaggi da togliere il fiato. Monti, vulcani, foreste tropicali, Semuc Champey, il Tikal, immenso. Caro pero', mi sarei aspettato di spendere meno, sia per dormire che per mangiare. Economici, se vogliamo, gli spostamenti, ma estenuanti: 13 ore per fare 180 km. Le infrastrutture sono assolutamente inadeguate, quando presenti. Poche strade, strette, piene di buche e per lunghi tratti non asfaltate. Il paesaggio e' montuoso, ma non c'e' una galleria manco a pagarla. E' un paese con un potenziale incredibile, che difficilmente verra' sfruttato a causa della dilagante corruzione e di piani inesistenti.

In Belize sono stato solo a San Pedro e Caye Caulker. Per dormire abbiamo speso relativamente poco considerando la qualita' dell'hotel. In tutto circa 70 Euro a notte per una splendida camera doppia in un hotel nuovo. In Italia per la stessa camera avremmo pagato un capitale. Le camere erano praticamente delle palafitte sul mare, con tutti i comfort. C'era persino un vetro sul pavimento per vedere il fondale ed un terrazzino sul mare. Per muoverci abbiamo dovuto affittare un Golf Cart, ma son soldi, e' un salasso. A luglio non puoi farne a meno.

Le escursioni purtroppo carissime. La barriera corallina (che descrivono come la seconda piu' grande al mondo), per molti tratti defunta, non e' comunque al livello del Ras Muhammad National Park in Egitto, che ho visto secoli fa. Non so se le cose siano cambiate in peggio anche li'. Ho comunque avuto l'opportunita' di nuotare con le razze e gli squali nutrice, anche se ho trovato la cosa un po' triste, perche' sti pesci sembrano quasi ammaestrati.

L'acqua, per carita' pulita, ma a Cuba la ricordo piu' limpida. Le spiagge, poche e terribili. Niente a che vedere con la bellissima Playa Pilar, che forse e' bellissima proprio perche' non ci va nessuno. A San Pedro la sabbia non era bianca, e non era fine come quella che si trova in alcune spiagge di Cuba. E poi in acqua era pieno di vegetazione, conchiglie e sassi. Meglio la Sardegna.

Ho mangiato piuttosto bene, questo si', anche se i ristoranti proponevano quasi esclusivamente Snapper, oltre naturalmente all'aragosta. Abbiamo trovato un ristorante, dove abbiamo mangiato tre volte, che invece aveva una scelta notevole: Hogfish, Lyon fish, Snapper, Grouper. I piatti comunque son sempre gli stessi, che poi son quelli che si trovano anche a Cuba. C'e' da dire che nei supermercati si trova di tutto, Nutella compresa. In Guatemala la scelta e' un po' piu' ristretta, ma ci sono dei mercati enormi, come quello di Antigua, dove c'e' frutta d'ogni genere.

Credo che alla fine ogni posto abbia il suo perche'. A Cuba ci sono due cose interessanti: la figa ed il fatto che tutto sia fermo agli anni 50. Cambia queste due cose e Cuba e' uguale a qualunque altro posto del Centro America, solo piu' cara degli altri. E ho paura che queste due cose cambieranno, volente o nolente forse lo stanno gia' facendo.
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Re: La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

Messaggioda tazzina » 23/07/2018, 22:22

massimo62 ha scritto:
tazzina ha scritto:
carlo ha scritto:
carlo ha scritto:La bolla di Cuba: il turismo dopo l’exploit

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La domanda? Continua a esserci, ma dopo il boom degli ultimi anni l’estate 2018 è destinata inevitabilmente a segnare per Cuba un punto di svolta. L’allarme del resto, lo aveva già dato il direttore marketing del ministero del Turismo, Michel Bernal, a fine maggio. «Nel primo trimestre dell’anno, il numero di arrivi internazionali è diminuito del 7% rispetto allo scorso anno». Raggiungere l’obiettivo dei 5 milioni di turisti internazionali fissato per il 2018, quindi, si fa mese dopo mese più difficile, dopo che nel 2017 l’incoming cubano aveva registrato il record di sempre: 4.689.898 viaggiatori provenienti dall’estero (+16,2% rispetto al 2016).

La colpa, stando alle autorità dell’Isla Grande, sarebbe da ricercare nella paura che gli stranieri avrebbero di trovare un Paese ancora danneggiato dopo il passaggio dell’uragano Irma avvenuto lo scorso settembre, a cui si sono aggiunte le restrizioni imposte ai cittadini Usa dall’amministrazione Trump (dall’ottobre dello scorso anno, i turisti americani non possono visitare Cuba se non all’interno di tour e pacchetti organizzati da t.o. statunitensi).

Risultato: dopo essere triplicati nel 2017, quando circa 1 milione e mezzo di cittadini americani (e cubani residenti negli Usa) sono arrivati a Cuba (+191% rispetto al 2016)), i turisti a stelle e strisce hanno incominciato a calare. «Stiamo continuando a investire sui nostri mercati storici (il Canada è al primo posto, ad esempio), come Francia, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia», assicurava Bernal.

Ma, almeno per lo Stivale, i risultati sperati non sono arrivati. Se già a metà giugno, in una lettera aperta inviata alle agenzie di viaggi, tre operatori del calibro di Alpitour, Eden e Veratour avevano annunciato di unire le forze sull’Hotel Sol Club Cayo Largo (per tutta l’estate la struttura opererà in formula all inclusive con programmi di intrattenimento e animazione firmati congiuntamente da Eden Viaggi, Bravo Club e Veraclub), la conferma che qualcosa non va come gli ultimi anni è arrivata pochi giorni fa direttamente dalla bocca del management del Gruppo torinese.

«Purtroppo Cuba non sta dando i risultati sperati. Ma siamo convinti che tornerà, si tratta dei normali cicli di mercato», avevano detto sia Pier Ezhaya che Alessandro Seghi. Colpa, secondo un esperto della destinazione caraibica come il vice presidente sales di Blue Panorama Remo Della Porta, di una «polverizzazione della domanda, anche se dall’inizio di luglio i riempimenti erano buoni, superiori all’85%. È comunque una destinazione che piace agli italiani, dove non vi è più solo richiesta per la tipica vacanza da villaggio turistico».

E se flessione c’è stata, a non risentirne è stato il mercato delle crociere. Ad oggi sono quasi 700 gli itinerari che toccano uno dei porti dell’isola (da L’Havana a Cienfuegos e Santiago de Cuba), in attesa che entro il 2024 il porto della capitale porti da due a sei i moli di attracco del terminal crocieristico. Così, diceva a maggio il ministro del Turismo Manuel Marrero Cruz, i passeggeri che nel 2017 avevano sfiorato le 400mila unità, potranno passare già alla fine del 2018 a 700mila.



Ergo...i 5 milioni di turisti quest'anno li vedono con il binocolo,cuba oramai non va piu di moda,quel "vado a cuba prima che tutto cambi" e' stata la classica sbornia di chi cuba la vedeva solo in tv;gli americani viaggiano tra il -30 e il -40%,gli italiani sono a -15%,l'unico che cresce e' il mercato crocieristico che storicamente spende quasi niente quando scende dalla nave.
Credo che questi dati il regime li conosca bene e non ha caso ha scelto di ritornare a rilasciare license per affittacamere e ristoranti,cosi da avere un ritorno economico in tasse cosi da compensare il calo delle entrate .
Personalmente in fondo un po' di contentezza la provo,credo che noi vecchi camajan per un po' torneremo di moda..... ::fuma


Per come la vedo io gli italiani non vanno a Cuba xche' è diventata troppo cara, il volo costa un botto (se non puoi andare fuori stagione) e anche le case particular hanno aumentato i prezzi per non parlare poi dei generi alimentari xche' se vuoi farti un piatto di pasta italiana ti devi svenare. Insomma nel mondo ci sono altre destinazioni molto meno care della isla


Ciao tazzina :smt006 ......... concordo con il tuo pensiero


Io e mio marito abbiamo casa a l'Havana e ti posso assicurare che in questo ultimo anno l'ho trovata peggiorata e di molto.....cumuli di spazzatura agli angoli delle strade non raccolta per giorni e giorni (altro che Roma), personale negli uffici pubblici maleducati, trasporti diminuiti (parlo degli autobus) che spesso e volentieri saltano le fermate, supermercati con gli scaffali vuoti, per non parlare della mancanza di carta igienica per ben 15/20 giorni....tutto questo naturalmente si ripercuote sul turista xché naturalmente le notizie girano
Tu non eres mi mundo....pero eres lo que mas quiero en el mundo.....
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